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Gli Stili Birrari: Le Birre d’Abbazia

5 marzo 2009 2 Commenti

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Argomento “scottante” quello delle birre di Abbazia.Eggià perchè ci sono infinite diatribe su questo stile di birra, a partire dalla legittimità o meno del nome.

Mi spiego meglio.

Accadeva in passato ( e più raramente al giorno d’oggi ) che nei paesi in cui la birra viene considerata un alimento come gli altri ( e quindi non solo “una bevanda alcolica” ), all’interno delle abbazie appunto i monaci producessero in loco la birra necessaria al proprio sostentamento e a quello dei bisognosi della zona.

Non è una novità che la produzione non fosse uniforme, bensì diversi tipi di birra avevano destinazioni differenti. La birre “normali” veninvano consumate regolarmente dai monaci durante la giornata, quella più forte invece veniva riservata a occasioni speciali o a personalità importanti, mentre la birra “regolare” veniva allungata per essere offerta ai mendicanti e i bisognosi.

Non ci sono regole certe e ferree nella distinzione delle birre di abbazia, ma una prima inquadratura è stata data a metà del secolo scorso nella Abbazia trappista di Westmalle, quando venne brassata una cotta ( prodotto un “lotto” ) di birra particolarmente forte, modificando a sua volta una ricetta che veniva usata sporadicamente. Con l’occasione della modifica della ricetta cambio anche il nome, che divenne “Tripel”.

Quella di Tripel non è che una definizione relativa all’interno di un gruppo di birre. Da allora infatti venne usato per identificare la birra più forte tra quelle prodotte in un monastero. Di conseguenza anche alle altre birre venne attribuito un soprannome, dando così origine alla scala Enkel, Dubbel, Tripel.

Di recente è stato introdotto anche il termine di “Quadrupel” per accentuare se possibile il carattere forte di una birra che già vanta “colleghe” di rispetto, ma è poco usato.

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Inutile dire che le ricette di queste birre create dai monaci sono spesso vecchie di secoli e, dato che raramente vengono modificate, significa che sono prodotti di qualità, buoni e apprezzati.

Per permettere al monastero di racimolare qualche soldo in più, nel tempo alcune ricette sono state vendute ai birrifici ( industriali o artigianali ), concedendo loro di produrre birre di antiche origini, con il nome dell’abbazia,  in un ambiente laico all’esterno degli edifici religiosi.

Ed ecco nascere le “birre d’Abbazia”.

Attenzione però a non confondere queste creazioni con le “birre Trappiste”, che sono solo 7 nel mondo e che per fregiarsi di questa definizione devono rispettare regole ben precise. ( ma questa è un’ altra storia :P )

Esempi di questo stile:

St. Bernardus, Leffe, Affligem, Tripel Karmeliet …

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