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Miti Birrari: La Birra Ghiacciata

30 marzo 2009 Nessun Commento

Quando si nomina la parola birra di solito la si collega al concetto di dissetarsi, magari in una calda giornata. La sento spesso accompagnata dall’aggettivo “fresca”, o addirittura “ghiacciata” per rafforzare l’idea.

Non è un mistero che la birra non vada servita alla temperatura di un “english tea” delle cinque.  Ma la concezione di birra come bevanda dissetante “disimpegnata” le ha appioppato presto anche l’abitudine a consumarla a temperature più basse possibile.

“Cosa c’è di sbagliato?” direte voi, avendo sempre in mente una bottiglietta delle tante o comunque una classica birra leggera, beverina e non tanto “intrusiva”. Se ci spostiamo anche solo un po’ dal genere delle lager più comuni e gradualmente andiamo verso birre più corpose, più complesse e, perchè no, anche un po’ più alcoliche un importante motivo per alzare un po’ la temperatura di servizio risulta evidente.

Il freddo ha come effetto principale quello di “ammazzare” aromi e fragranze e di anestetizzare le nostre papille gustative.

Ammettendo di servire due birre simili alla stessa, bassissima temperatura ( 2°/3° ) ne appiattiremmo le differenze e nel caso per esempio di due lager, probabilmente una differenza di alcolicità sarebbe il principale indizio che si stanno bevendo due birre diverse ( oltre al colore, chiaramente ).

Quando prendiamo in considerazione una birra come alimento, sappiamo che come gli altri cibi ha un suo gusto, i suoi profumi, la sua consistenza, quindi perchè non farci caso ?.

Sappiamo anche che sempre più spesso possiamo trovare dei buoni prodotti anche al supermercato, oltre che in birreria. Scegliere uno di questi prodotti “superiori” per poi stenderlo appiattendo le sue caratteristiche e decimando la nostra capacità di percepirne la qualità sarebbe un controsenso…

Ma qual è la temperatura di servizio corretta per una birra ?

Non esiste una unica temperatura per tutte le birre, inoltre bisogna considerare che dal momento in cui viene spillata ( o versata  ) a quando viene bevuto l’ultimo sorso la temperatura salirà per forza di cose.. quindi, specialmente in estate si tende a servirle giusto un paio di gradi più fredde della temperatura di consumo ideale. Come regola di massima, all’aumentare della complessità e alcolicità di una birra la temperatura di servizio si alza.

Per avere un riferimento cito una suddivisione di massima da Mondobirra.org :

5°-9° Le birre chiare, leggere – come pils, lager, ice, blanche e light – o delicatamente aromatiche, come le weisse

7°-9° Le fruttate kriek e framboise.

8°-10° Le bitter ale e le brown ale, che hanno più bisogno di esprimersi. Servite a 10 gradi una stout.

11° Le doppelbock e le strong ale.

12° Una complessa scoth ale.

Fino a 13° può salire la temperatura di servizio per una ricca abbazia.

Da 13° in su, veleggiano infine i “pesi massimi”, le alcoliche barley wine. Ma ricordate che anche una trappista (temperatura minima 9°), se particolarmente ricca e forte, può essere servita, per valorizzarla al massimo, anche a 14° gradi di temperatura.

Insomma, non si tratta di regole rigide, ma di linee guida che aiutano ad apprezzare meglio la birra che stiamo per bere.

Come vedete non si tratta di bere birra a tempera ambiente o piu calde, ma tirarle fuori dal freezer o anche da un frigor molto freddo non è certo l’ideale…

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