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Homebrewing: Questo Sconosciuto

1 aprile 2009 Nessun Commento

Dato che ho nominato il mio primo esperimento dal risultato ancora da valutare… parliamo dell’homebrewing. Perchè “questo sconosciuto” ? Perchè non lo conosco molto bene, chiaramente, ma vediamo di fare un breve quadretto della cosa.

Si intende per homebrewing la “pratica” di produrre birra autonomamente in casa per il proprio consumo.

Per un appassionato poter mettere mano direttamente nel processo produttivo della birra è sicuramente una cosa molto interessante. Con un po’ di pratica poi, è possibile creare delle “cotte” che rispecchino precisamente i nostri gusti o sbizzarrirsi in esperimenti nuovi.

Comunque, per quanto possa sembrare divertente e “curioso”, fare la birra non è semplice come sembra.

Come dimostra il mio ambiguo risultato, non sono affatto un espertone in materia, ma cerco di stilizzare i concetti principali, che spero di esplorare con successivi tentativi…

Prima di passare alla spiegazione di strumenti ed ingredienti, chiarisco che è fondamentale una accurata pulizia di qualunque cosa entri in contatto con la birra. Recipienti, mestoli, cucchiai e qualsiasi altra cosa vogliate usare va sanificata ( in casa non si sterilizza ma si cerca di pulire meglio possibile per evitare infezioni ). Altra cosa importante è la temperatura. Si tratta di ingredienti “vivi” quindi troppo freddo o troppo caldo fanno male e in caso di temperatura sbagliata non è detto che la birrificazione vada comunque a buon fine.

Nel caso di una birra fatta in casa nel modo più semplice, l’attrezzatura consiste principalmente in:

  • un fermentatore con rubinetto ( dove lasceremo appunto fermentare il nostro mosto perchè si trasformi in birra )
  • un gorgogliatore ( un piccolo oggetto di plastica trasparente posto sul tappo del fermentatore che costituisce un passsaggio obbligato per l’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione. Formando una breve serpentina, quando aggiungiamo un po’ di acqua il gorgogliatore permette di vedere le bolle di Co2 uscire dal fermentatore ed impedisce l’ingresso di altre sostanze volatili nel mosto )
  • un densimetro ( serve a controllare la densità del liquido prima e dopo la fermentazione, per verificare il grado alcolico della bevanda )
  • bottiglie, tappatrice e tappi ( devo spiegare ? )
  • pentole, spatole, mestoli, ciotole e qualsiasi cosa si renda necessaria per dosare o raccogliere gli ingredienti

Quessti sono gli elementi indispensabili, ma in giro si trovano Kit completi di tutto, più utili accessori come scovolini per pulire le bottiglie, prolunghe di plastica per agevolasre i travasi, lava-bottiglie e altro ancora.

Ci sono diversi metodi per ottenere in casa una bevanda fermentata a base di cereali e luppolo ( birra insomma ).

Quasi tutti quelli che si avvicinano a questa attività cominciano con l’utilizzare, per produrre la propria birra, estratti di malto già luppolato.

Si tratta essenzialmente di barattoli contenenti, sotto forma di “sciroppone”, tutti gli ingredienti che costituiscono il mosto. Esistono diversi preparati a seconda del tipo di birra che vogliamo ottenere. Quindi i malto, luppolo, eventuali spezie e loro proporzioni non sono di nostra competenza. Tutto è già stato scelto e dosato.

Senza darvi indicazioni che trovate, “cucite” su misura della vostra birra, sul retro della confezione, il procedimento è in breve: sciogliere il preparato in acqua calda, aggiungere zucchero e far bollire qualche minuto, far raffreddare e poi versare nel fermentatore aggiungendo acqua fino alla quantità prevista dallo “sciroppone” ( di solito 23 L o 13-15 L ). Poi mescolare per bene e aggiungere il lievito fornito con la confezione. Chiudere per bene il fermentatore e lasciare agire i lieviti che trasformando gli zuccheri producono alcol e anidride carbonica. Dopo una settimana circa ( o due ) si imbottiglia, di solito secondo il metodo della rifermentazione in bottiglia, quindi aggiungendo un po’ di zucchero prima di tappare per riattivare i lieviti ( un po’ in ogni bottiglia o una certa quantità nel fermentatore insieme al resto ). Aspettare almeno un paio di settimane et voila, la birra è fatta.

Ripeto che è una spiegazione molto striminzita e non precisa nè esaustiva, per favore rivolgetevi agli esperti prima di creare qualcosa di tossico e poi dare la colpa a me della morte del gatto :D

Il “livello” successivo, che per me è ancora un territorio assolutamente inesplorato, è il cosiddetto E+G, ossia estratto di malto non luppolato + grani vari aggiunti separatamente per decidere qualità e quantità di aromi, amaro ed eventuali altre aggiunte ( tipicamente si aggiunge il luppolo sotto forma di pellet ). Questo metodo permette ovviamente di avere maggior controllo sul risultato e potrete per esempio decidere quanto amara sarà la birra che volete bere.

L’ultimo passo porta alla tecnica finale dell’homebrewing, che si chiama “all grain“. Il nome dervia dal fatto che si elimina anche l’estratto di malto e si usano direttamente i cereali nella loro forma “naturale” ( eccetto che sono stati maltati, chiaro ). Se quello di prima non lo conoscevo, questo a malapena so che esiste quindi meglio che evito di dire cavolate a riguardo :P

Beh, ora siete pronti quanto prima a produrre la vostra birra in casa, ma almeno avete una idea di cosa comporta.

Se invece avete già fatto alcuni esperimenti e vole precisare qualche passaggio o darmi dei consigli per le mie prossime prove, siete i benvenuti :)

Vi metto qui sotto un po’ di collegamenti così, se vorrete provare, troverete tutte le informazioni che vi servono :)

Kit di fermentazione, ingredienti e altro materiale di consumo:

Mr MaltBirramia

Siti e forum sull’homebrewing:

HobbybirraBertinotti

Photo: Nicole Radja

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