La Birra Artigianale è Elitaria ?
Ho sfornato un altro post lungo, per la gioia di voi che non potete spendere più di due minuti per le mie cavolate
. Questa volta riguarda “il lato oscuro” della birra di qualità, ossia il carattere nobile e inaccessibile che in tanti attribuiscono a questo settore. Se volete una infarinatura sull’argomento o approfondire dopo aver letto questo post, vi segnalo due interessanti articoli a riguardo. Il primo è dell’americano Bob Skilnik che si dichiara “ex beer snob”, il secondo dell’italianissimo Maurizio Maestrelli su Birragenda e relativi commenti. Potete anche fare questo rapido test
Quando, prima dell’inizio di questa passione, sentivo parlare dei primi birrifici artigianali, reagivo con un sorriso perchè ero abituato ad immaginare la birra come qualcosa proveniente da immense fabbriche che “sanno fare il loro lavoro”, e “cosa vuoi che facciano in una attività artigianale.. al massimo ci provano”.
Con il tempo la concezione è cambiata, soprattutto leggendomi un po’ di cenni storici e conoscendo realtà diverse da quella italiana, per esempio certi ottimi prodotti che devono le loro caratteristiche a lunghe tradizioni e abilità personali di chi li produce. Poi, come ormai avrete capito, quando si cerca di capire e di conoscere un mondo come quello della birra si incontrano tanti prodotti diversi tra di loro, sia di un tipo che dell’altro. Ora noto, dopo un minimo di consapevolezza, che vedo la situazione quasi ribaltata. Mi sembra infatti che la birra artigianale venga vista come qualcosa molto più in alto del resto, a volte troppo, quasi dedicata solo ad una stretta cerchia di persone. Secondo me questo è dovuto principalmente a due fattori: il costo e la capacità di valutare le qualità di una birra.
Esplorando questo mondo capita, come in altri settori, che quando ci si sposta verso la qualità si vada a finire tra i prodotti artigianali. Questo non significa automaticamente che un prodotto artigianale è migliore di uno industriale, anche perchè è sufficiente creare una ricetta sbilanciata o adottare metodi di produzione non corretti et voila, si crea una birra “da lavandino”.
Quello che è vero, però, è che spesso una realtà artigianale è spinta fortemente dalla passione del birraio e dalla sua voglia di sperimentare e perseguire obiettivi molto precisi. Ne consegue che in quantità ben diverse e con costi spesso diversi da quelli delle birre industriali, nei birrifici o micro-birrifici artigianali si possono trovare veri gioielli o prodotti comunque molto particolari ed elaborati.
Questo sicuramente fa un sacco di bene al mondo della birra qui da noi, dove è vista ancora con un po’ di diffidenza ( “ma cosa vogliono fare? la birra è birra.. una cosa da bere alla leggera…” oppure “si, si, adesso è di moda la birra ma cosa vuoi mai…” ). Stimola la ricerca di prodotti nuovi e l’utilizzo di materie prime diverse… a tutto beneficio della varietà dell’offerta per noi birrofili che cerchiamo qualche buona bottiglia per una cena con gli amici
L’altra faccia della medaglia, però, è che ora come ora tra i prodotti artigianali e quelli industriali c’è ancora un salto di prezzo molto evidente. Siamo ancora in un periodo in cui la birra artigianale è vista come un prodotto “particolare”, da scegliere solo nel caso non si voglia la birra “normale” ( questo grazie al concetto di birra come bevanda solo un gradino sopra i succhi di frutta e decisamente sotto il vino ).
Inoltre, sono ancora in pochi a “gustare” una birra cercando questo o quel sapore, valutando questo o quell’aspetto o riconoscendo gli eventuali difetti. Chi non prende una birra e se la scola disinteressato mentre chiacchiera con gli amici o guarda una partita in TV viene visto come “controcorrente” o addirittura come uno che perde tempo in una attività sciocca.
In questa minoranza c’è chi dedica tempo e passione alla birra di qualità e prova diverse birre, conosce birrifici, birrai, tecniche di produzione e magari prova anche a farsi la birra in casa con buoni risultati. Inevitabilmente queste persone alzano la loro soglia di qualità minima quando devono scegliere cosa bere ( sempre compatibilmente con i gusti personali ) e si rivolgono spesso ai prodotti artigianali o comunque distanti da realtà puramente industriali che puntano a grandi numeri e gusti “generalisti”. Pensiamo pure alle varie birre “d’abbazia” che sono comunque prodotte in stabilimenti non-artigianali ma sono prodotti più complessi e ricercati rispetto ai nomi famosi dei grandi gruppi. Come ho già detto, sono un sostenitore del diritto di bere quello che si vuole, ma bisogna riconoscere le differenze oggettive tra questi tipi di prodotti.
Secondo me il rischio, in questo periodo di diffusione di una maggior consapevolezza da parte dei consumatori, è che si innalzino questi prodotti “nuovi” ( e per il nostro mercato, di fatto, di nicchia ) ad un livello elitario, o peggio ancora “per appassionati” ( bypassando direttamente il fattore qualità
) che sembra dire “se non bevi queste, evidentemente non capisci nulla di birra ed è pure inutile che ti stia a spiegare il perchè.. torna alle tue lattine da un euro al litro”. Contemporaneamente, l’impressione di chi si trova davanti allo scaffale a vede le solite Heineken, Becks, Corona, Moretti, etc etc e di fianco bottiglie dai nomi strani ad un prezzo molto più alto penserà che si tratti dei soliti prodotti “per fighetti” ma che non valgano la pena di una spesa maggiore.
Insomma credo che il prezzo ben più alto insieme alla scarsa diffusione della capacità di valutarne le caratteristiche facciano della birra artigianale un genere che si crea una schiera di devoti appassionati abbastanza ristretta, non riuscendo a farsi almeno capire da tutti gli altri. Per questo spero che nascano sempre più spesso iniziative come degustazioni, corsi o anche solo incontri, promozioni per far conoscere a tutti cosa e quanto di interessante possa esserci dietro un prodotto brassicolo.
Voi cosa pensate ? Sperate di tornare in una realtà in cui ogni città ha i sui birrifici e quindi le sue birre oppure va bene così ed è giusto che i prodotti artigianali vengano consumati solo da chi li sa apprezzare ?




[...] Per diffondere la conoscenza e la cultura della birra artigianale, la questione prezzo non può essere di seconda importanza. Per riuscire a fare colpo sui consumatori non deve costare troppo, a meno che non la si voglia fare divenire una bevanda elitaria. [...]
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