Toccalmatto: Re Hop e Fumè Du Sanglier
Se avete tenuto il conto sapete che il giro di assaggi Italiani per adesso sta finendo ( considerando anche l’inaspettata aggiunta dell’agriturismo Vallescura ).
Ora tocca al Birrifico Toccalmatto di Fidenza, con sei birre tutte ancora da scoprire ( per me, ovviamente
). Come vedete il primo impatto è sicuramente molto piacevole, non fosse altro che per le bellissime etichette create ( se non sbaglio ) da Stefano Grosso.
Questa volta non ho seguito proprio un iter preciso…( se mai ci fosse ), ma piuttosto sono partito dalla Re Hop, una golden ale luppolata, per poi assaggiare la birra “affumicata” del Cinghio, il mastro birraio. Ero particolarmente ispirato e quindi ho scelto di lasciare le ( credo ) luppolatissime Rude Boy e Surfing Hop da parte per provare questa specialità.
Cominciamo dalla Re Hop. Una “chiara” dorata da 5% ABV che l’eticehtta definisce “intensamente luppolata” . Sarebbe giusto definirla una American Pale Ale ? Devo dire che l’ho trovata sicuramente “beverina” e si, il luppolo si sente ma non è certo una bomba amara. Forse i luppoli hanno aiutato più il profumo che non il retrogusto. E ora mi sbilancio, attenzione..
Dopo qualche sorso mi è sembrato di cogliere nel gusto un leggero accenno alla frutta gialla ( mi sono venute in mente le pesche.. ). In giro c’è chi parla di frutta tropicale ma mi sembra troppo… Ovviamente tutto da prendere con le molle eh
Ma passiamo alla Fumè du Sanglier, che se non ho capito male leggendo a destra e a manca, dovrebbe essere una delle birre che il mastro birraio “Cinghio” aveva elaborato nel suo passato da homebrewer, affumicando addirittura il malto da solo. Se qualcuno ha informazioni più precise, ci dica
Versandola sono riuscito a vedere il colore marrone scurissimo, ma una volta nel bicchiere ci sono davvero pochi riflessi e non avrei faticato a definirla proprio nera. La schiuma è color cappuccino ed è fine, compatta e persistente. Da questa presentazione mi aspettavo anche una birra molto corposa, densa… invece si lascia bere bene con i suoi 6% ABV senza “impastare” assolutamente la bocca. Questa caratteristica dell’ affumicato è davvero molto particolare. Era la prima volta che assaggiavo una birra del genere ( mi viene in mente la Schlenkerla di Bamberga ma non l’ho ancora assaggiata : ) e non sapevo precisamente cosa aspettarmi. La si riconosce “sia al naso che in bocca”, come direbbero gli esperti, ma forse è il profumo ad essere più intenso. Al contrario di quanto si possa immaginare, non è un odore invasivo o fastidioso. Lo ho trovato intenso quanto basta a far venire in mente quei buoni salumi del Trentino che mi piacciono tanto
, ma senza rimanere attaccato al palato per troppo tempo. A parte questa caratteristica distintiva, la “base” di questa birra mi sembra si possa definire una porter/stout, con le note tostate che ricordano il caffè.
A proposito di mangiare, credo che cercherò di recuperarne qualche altra bottiglia e proverò ad abbinarla a della spalla cotta di San Secondo, penso che possano stare bene insieme
.





[...] di gradimento delle birre di Toccalmatto vincono Rude Boy e Ambrosia, si prende il bronzo la Fumè du Sanglier solo perchè è un po’ più difficile abbinarla [...]
[...] aver assaggiato la Fumè du Sanglier, ho fatto mente locale e mi sono accorto di non aver mai assaggiato la “capostipite” [...]
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