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Miti Birrari: Non bevo la birra perchè è amara

3 giugno 2009 3 Commenti

Ritorno a caccia di leggende metropolitane con la questione “birra amara” :) Purtroppo molta gente crede che tutte le birre siano amare basandosi su quello che è circolato alle spine e sugli scaffali fino a poco tempo fa.

Una vera invasione di “pils” e grandi nomi tedeschi, perlopiù. Non che questo sia sinonimo di birre amare, intendiamoci. Ma il mercato ( almeno quelllo italiano ) sembra aver eletto le pilsner come genere preferito e collegato Germania a “colpo sicuro in fatto di birra”. Tralasciando il fatto che il termine pils/pilsner/pilsener viene spesso abusato e che i tedeschi non sono gli unici grandi produttori brassicoli, potremmo pensare che i vari prodotti a bassa fermentazione leggeri, beverini e amarognoli che hanno inondato le gole degli assetati fino ad ora abbiano posto dei paletti su come debba essere la birra.

Attenzione, questa non è assolutamente una mia crociata personale ( infatti sto scoprendo ed apprezzando nuovi stili e birre piuttosto amare con soddisfazione ), ma come ho detto in precedenza, non vorrei che questa fama di “bibita da grandi” trattenga dei potenziali estimatori ;)

Senza contare poi, che se avete più o meno i miei gusti quello che ci da fastidio di un sapore amaro è la persistenza. Mi spiego: l’amaro in sè, come parte di un gusto caratteristico, potrebbe anche essere piacevole. Quello che credo non piaccia a nessuno è un amaro che “si attacca” alla lingua e non se ne va per diversi minuti : Tra l’altro noi avvertiamo l’amaro sempre “alla fine” di un sorso o di un boccone, perchè ( senza entrare in dettaglio ) i recettori dell’amaro sono più concentrati nella parte posteriore della lingua. Spesso poi l’amaro, rispetto a dolce,acido e salato tende comunque a rimanere più a lungo.

Per buttarla in numeri, il livello di amaro viene misurato con una scala chiamata IBU ( International Bitterness Unit ). Non si tratta di un valore che indica “il gusto amaro”, piuttosto indica la concentrazione di sostanze amaricanti ( cedute dal luppolo ) presenti nella birra. Una birra molto corposa, forte e con tanto malto probabilmente conterrà anche una buona quantità di sostanze amaricanti ( per equilibrarla ), ma non è detto che risulti amara. La stessa quantità di IBU in una birra più leggera e beverina sarà ben più avvertibile e quindi la farà sembrare più amara.

Sempre a grandi linee, per avere una idea, gran parte delle birre in circolazione si concentra tra le 20 e 40 IBU, difficilmente superando 50-60. Ovviamente ogni stile birrario si attesta più o meno in un intervallo, ma a parte alcune estremizzazioni solo qualche prodotto passa le 100 IBU calcolate. Ci sono dubbi anche riguardo la possibilità di passare fisicamente questo limite ( facendo cedere amaro dai luppoli oltre una certa concentrazione ), comunque sia sembra che oltre quella soglia sia quasi impossibile riconoscere la differenza :o

Forse la questione dell’amaro potrebbe aver dato una buona spinta all’introduzione di birre belghe anche da noi. La varietà di stili e prodotti del Belgio ( che proprio non definirei amari :P ) forse ha costituito la principale alternativa valida per chi voleva bere una birra senza fare i conti con il noioso amarognolo. D’altro canto cominciano ad essere conosciute e ricercate anche diverse birre di stampo anglosassone, che nel panorama europeo ( e non solo ) hanno rappresentato per molto tempo una famiglia di stili con un amaro abbastanza pronunciato.

Insomma, quando un amico o amica vi dice che non beve la birra perchè è amara, spiegate che non tutte le birre sono così. Poi provate a convincerla ad assaggiare una blanche, una kriek, anche una weiss… e poi c’è solo l’imbarazzo della scelta tra tuttle birre speziate, fruttate ( soprattutto quelle natalizie… :P ). Poi potreste azzardare, per gradi, a spostare il range verso birre, anche artigianali, in cui il luppolo c’è…. ma l’abbondanza di gusto e sapori fa si che non sia l’amaro il protagonista.

Alla fine la conclusione è sempre la stessa… provare, provare e provare :D

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3 Comments »

  • “Ma dici a me?”: Paolo, il barman imbarazzato | Birrophilia said:

    [...] Innanzi tutto, mi sembra di capire che il principale lato negativo nella birra, seecondo te, sta nel suo gusto amaro. A questo proposito ho già, indirettamente, scritto due righe. Quindi intanto ti consiglio di dare una occhiata anche a quel post. [...]

  • BeerWishlist: Cosa vorrei assaggiare Vol.3 | Birrophilia said:

    [...] “esplosive”, “di impatto”, con intensissime luppolature e quantità di IBU da far girare la testa. C’è però chi definisce il movimento birrario artigianale americano [...]

  • Tra Boccacce ed Educazione al Gusto della Birra | Birrophilia said:

    [...] volte sono il primo a dimenticarmelo, intento a convincere il “non bevo la birra perchè è amara” di turno ad assaggiare questa o quella bottiglia perchè è dolce, perchè è profumata, [...]

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