Miti Birrari: Non bevo la birra perchè è amara
Ritorno a caccia di leggende metropolitane con la questione “birra amara”
Purtroppo molta gente crede che tutte le birre siano amare basandosi su quello che è circolato alle spine e sugli scaffali fino a poco tempo fa.
Una vera invasione di “pils” e grandi nomi tedeschi, perlopiù. Non che questo sia sinonimo di birre amare, intendiamoci. Ma il mercato ( almeno quelllo italiano ) sembra aver eletto le pilsner come genere preferito e collegato Germania a “colpo sicuro in fatto di birra”. Tralasciando il fatto che il termine pils/pilsner/pilsener viene spesso abusato e che i tedeschi non sono gli unici grandi produttori brassicoli, potremmo pensare che i vari prodotti a bassa fermentazione leggeri, beverini e amarognoli che hanno inondato le gole degli assetati fino ad ora abbiano posto dei paletti su come debba essere la birra.
Attenzione, questa non è assolutamente una mia crociata personale ( infatti sto scoprendo ed apprezzando nuovi stili e birre piuttosto amare con soddisfazione ), ma come ho detto in precedenza, non vorrei che questa fama di “bibita da grandi” trattenga dei potenziali estimatori
Senza contare poi, che se avete più o meno i miei gusti quello che ci da fastidio di un sapore amaro è la persistenza. Mi spiego: l’amaro in sè, come parte di un gusto caratteristico, potrebbe anche essere piacevole. Quello che credo non piaccia a nessuno è un amaro che “si attacca” alla lingua e non se ne va per diversi minuti : Tra l’altro noi avvertiamo l’amaro sempre “alla fine” di un sorso o di un boccone, perchè ( senza entrare in dettaglio ) i recettori dell’amaro sono più concentrati nella parte posteriore della lingua. Spesso poi l’amaro, rispetto a dolce,acido e salato tende comunque a rimanere più a lungo.
Per buttarla in numeri, il livello di amaro viene misurato con una scala chiamata IBU ( International Bitterness Unit ). Non si tratta di un valore che indica “il gusto amaro”, piuttosto indica la concentrazione di sostanze amaricanti ( cedute dal luppolo ) presenti nella birra. Una birra molto corposa, forte e con tanto malto probabilmente conterrà anche una buona quantità di sostanze amaricanti ( per equilibrarla ), ma non è detto che risulti amara. La stessa quantità di IBU in una birra più leggera e beverina sarà ben più avvertibile e quindi la farà sembrare più amara.
Sempre a grandi linee, per avere una idea, gran parte delle birre in circolazione si concentra tra le 20 e 40 IBU, difficilmente superando 50-60. Ovviamente ogni stile birrario si attesta più o meno in un intervallo, ma a parte alcune estremizzazioni solo qualche prodotto passa le 100 IBU calcolate. Ci sono dubbi anche riguardo la possibilità di passare fisicamente questo limite ( facendo cedere amaro dai luppoli oltre una certa concentrazione ), comunque sia sembra che oltre quella soglia sia quasi impossibile riconoscere la differenza
Forse la questione dell’amaro potrebbe aver dato una buona spinta all’introduzione di birre belghe anche da noi. La varietà di stili e prodotti del Belgio ( che proprio non definirei amari
) forse ha costituito la principale alternativa valida per chi voleva bere una birra senza fare i conti con il noioso amarognolo. D’altro canto cominciano ad essere conosciute e ricercate anche diverse birre di stampo anglosassone, che nel panorama europeo ( e non solo ) hanno rappresentato per molto tempo una famiglia di stili con un amaro abbastanza pronunciato.
Insomma, quando un amico o amica vi dice che non beve la birra perchè è amara, spiegate che non tutte le birre sono così. Poi provate a convincerla ad assaggiare una blanche, una kriek, anche una weiss… e poi c’è solo l’imbarazzo della scelta tra tuttle birre speziate, fruttate ( soprattutto quelle natalizie…
). Poi potreste azzardare, per gradi, a spostare il range verso birre, anche artigianali, in cui il luppolo c’è…. ma l’abbondanza di gusto e sapori fa si che non sia l’amaro il protagonista.
Alla fine la conclusione è sempre la stessa… provare, provare e provare




[...] Innanzi tutto, mi sembra di capire che il principale lato negativo nella birra, seecondo te, sta nel suo gusto amaro. A questo proposito ho già, indirettamente, scritto due righe. Quindi intanto ti consiglio di dare una occhiata anche a quel post. [...]
[...] “esplosive”, “di impatto”, con intensissime luppolature e quantità di IBU da far girare la testa. C’è però chi definisce il movimento birrario artigianale americano [...]
[...] volte sono il primo a dimenticarmelo, intento a convincere il “non bevo la birra perchè è amara” di turno ad assaggiare questa o quella bottiglia perchè è dolce, perchè è profumata, [...]
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