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Si fa presto a dire Guinness

18 giugno 2009 2 Commenti

So di non essere particolarmente in tema con la stagione tirando fuori dal cilindro un post sulle stout. So anche che molti di voi diranno “La ghinnes ? Ma è banale!”. E vabbeh, sarà banale ma non penso abbia un seguito così vasto qui da noi, e soprattutto penso che in pochi abbiano assaggiato più di una delle versioni in commercio. A-ah ! Pensavate che di Guinness ce ne fosse una sola… invece no.

A St.Jame’s Gate producono infatti molte versioni della loro birra, di cui tre sono “le principali”. La più famosa e diffusa è la Guinness Draught, che conosciamo tutti soprattutto sottoforma di pinta spillata a carboazoto per formare quella creama bianca e persistente in testa al bicchiere. Poi c’è la Extra Stout, che detto così sembra una birra “un gradino sopra” l’altra, ma in realtà è la versione “originale” prodotta da oltre 200 anni ( con qualche correzione nel tempo ), senza interventi di gas strani durante la spillatura ( quindi ciao ciao cappello di crema bianca.. :D ). La terza è la Foreign Extra Stout, inizialmente prodotta per l’esportazione in paesi lontani dal’Irlanda ( come le Baltic Porter anche queta birra veniva prodotta con un maggior grado alcolico per sopportare i lunghi viaggi ). Oltre a queste vengono prodotte alcune varianti dedicate ai singoli mercati locali, reperibili quasi solo localmente. Pare che venga prodotta anche una versione “Extra Smooth” solo per Ghana, Cameroon e Nigeria, per esempio. Non so come, ma credo che l’addetto agli ordini di un grande magazzino dalle mie parti abbia sbagliato qualcosa, e sullo scaffale ho trovato anche la Guinness prodotta per il mercato Belga e Olandese: la Special Export Stout :D

Perchè ho deciso di fare questa “riunione di famiglia” irlandese ? Perchè prima di tutto la Guinness, per quanto industriale, ha fatto conoscere il genere stout a tanta gente ( che per assurdo considerano “guinness” uno stile, invece di “stout” ). E poi anche tra i fedelissimi della nera irlandese ci sarà sicuramente qualcuno che non aveva idea che ci fossero diverse versione della loro amata birra. E sono una diversa dall’altra. Davvero! :D Poi la formula “Si fa presto a dire..” mi piace e funziona bene :P

Bene, cominciamo con questa specie di assaggio verticale ( non lo è, ma facciamo finta.. ). Scusate il calice da degustazione che non è molto anglosassone.. ma avevo finito le pinte “dedicate” :P

La lattina della Draught ( 4,2%ABV )contiene una pallina di plastica detta “widget” che agita la birra in modo da ricreare una schiuma simile a quella della spina, e il risultato è comunque la schiuma più chiara e persistente delle tre ( seppur non bianca.. ). La birra potrei anche non spiegarvela, la conosciamo bene, profumo e gusto sono relativamente “leggeri” secondo me, ma tostato e un po’ di caffè sono ben presenti e insieme al particolare trattamento dei malti costituiscono il gusto della Guinness che gira nei nostri pub da anni.

La prima cosa che mi ha colpito della Extra Stout (5%ABV) è la carbonatazione molto maggiore, che chi è abituato a bere questa stout alla spina non si aspetterebbe mai… Oltre a questo il profumo è un po’ più intenso e dolce, per me tende più al cioccolato che al caffè, ma i gusti mi sono sembrati un po’ meno riconoscibili rispetto alla sorellina. Forse dovrei provare ad invecchierne una..

L’ultima delle tre, la “SES”, sembra quasi di un altra famiglia. Molto più intensa, alcolica, profumata… potrebbe spiazzare tanti estimatori dello stile secondo me. Insomma se offri “una Guinness” e poi allunghi un bicchiere con questa Special Export potresti anche fare la figura di quello che offre una cosa e poi ne porta un altra :P In quanto al colore, è praticamente lo stesso per tutte, ma questa aveva la schiuma più scura e persistente delle altre. Il profumo è già più simile a quella della Extra Stout, ma meno tostato e l’alcol molto più presente ( 8%ABV ). Data l’intensita e ( forse ) la complessità, mi è addirittura sembrata leggermente fruttata ( una stout ?! ). Sono rimasto spiazzato, davvero. Parlando ancora di “frizzantezza”, potremmo metterla tra le due sorelle. Ma è il resto che non mi aspettavo. Dolce, morbida, cioccolatosa … sicuri di non poterla chiamare “Imperial Stout” ?? Molto buona..

S0no curioso di assaggiare anche le altre varianti, soprattutto la Foreign Extra Stout, specialmente dopo aver letto l’opinione di Alfio di Beerpassion..

Voi quali siete riusciti ad assaggiare ? Quale vi è piaciuta di più ?

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2 Comments »

  • Rossella said:

    Concordo con te che nella Extra Stout si sentono di più le note cioccolatose, mentre nella Draught si sentono entrambe.
    La SES ancora la ignoro. Pensa che negli States, da letture recenti fatte, è scritto importata ma in arriva è importata da Toronto (Canada).

  • Luca (author) said:

    Ciao Rossella :)
    Mi ricordo di aver scoperto che oltre a produrre moltissime “varianti” della loro birra ( esiste anche una Guinness “Red” :O ), alla Guinness hanno pensato bene di aprire altrettanti impianti produttivi sparsi per il mondo, quindi per praticità è possibilissimo che in America arrivi direttamente quella prodotta dal Canada. Chissà, magari ci sono anche siti produttivi in America.. misteri commerciali…

    Guarda ero convinto di aver recuperato la Foreign, poi mi sono accorto di aver trovato ( chissà come ) una bottiglia che, appunto, era destinata al mercato Belga. Sicuramente è stata una buona bevuta ma continuo a sperare di provare anche l’altra… non fosse altro che per la fama che si è fatta in giro… :P

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