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“Ma dici a me?”: Paolo, il barman imbarazzato

7 settembre 2009 11 Commenti

Sembra tutta una messa in scena… ma in realtà è tutto vero. Per la seconda volta a Birrophilia è stata esplicitamente chiesta una opinione. Farò quindi finta di niente e farò sembrare tutto ciò molto normale, da superstar quale sono :D

A parte gli scherzi, dopo Frau e la sua domanda su quali birre di stampo anglosassone potesse comprare qui in Italia, oggi tocca a Paolo. Spero non me ne voglia se copio-incollo direttamente la mail ( viva la privacy ):

Bhè, che dire…è imbarazzante per un barman ma: non riesco ad apprezzare la birra! Dovete aiutarmi, ne ho assaggiate di diverse ma niente! Mi dicono di cominciare con la Nastro azzurro e la bevo, però non la gusto affatto. E’ tipo una medicina per me! Datemi un consiglio, fate un post sui neofiti e sul combattere l’amaro in bocca…grazie

Premettendo che la mia ( lunga ) risposta si basa solo su quello che ho scoperto, imparato e bevuto fino ad oggi e quindi incopleta e poco autorevole, proverò a farti un quadro della situazione :)

Cerchiamo di partire dall’inizio. Forse sembrerà una banalità ma… non è obbligatorio farsi piacere la birra. Quindi non cercherò di convincerti che sei tu a sbagliare e che se bere una pinta di birra non ti soddisfa allora è un problema tuo. Ovviamente i gusti sono gusti e nessuno può criticarli. Data la natura del blog, però è ovvio che credo valga la pena cercare di capire perchè non ti è mai piaciuta la birra fino ad ora, e magari trovare qualche nuovo prodotto che possa piacerti ;)

Innanzi tutto, mi sembra di capire che il principale lato negativo nella birra, seecondo te, sta nel suo gusto amaro. A questo proposito ho già, indirettamente, scritto due righe. Quindi intanto ti consiglio di dare una occhiata anche a quel post.

Tornando in tema, direi che vale la pena tenere presente che ogni birra ( non esiste “la” bira ma “LE” birre.. ) è in grado di far sentire diversi sapori, dovuti ai vari ingredienti e alla lavorazione a cui vengono sottoposti. Chiaramente è difficile individuare i vari sapori non avendolo mai fatto prima, ma con un po’ di pratica e qualche riferimento puoi cominciare a tirare le fila di cosa ti piace o meno in ogni bicchiere. Anche in questo caso, potrebbe rivelarsi un discorso molto vasto e difficile da trattare ma intanto potresti leggere questo post, per avere una idea :)

Sempre procedendo a intuito, probabilmente fino ad ora hai assaggiato appunto solo Nastro Azzurro e prodotti simili ( Heineken, Becks.. ), che costituiscono, in effetti, la stragrande maggioranza dei volumi di vendita di birra in tutto il mondo. Per essere precisi, le “birrette chiare e amarognole” ruotano quasi tutte attorno ad uno stile che si chiama Pilsen ( o Pils, o Pilsner ) e sue imitazioni, che guarda caso fanno del basso grado alcolico, colore dorato e un discreto “amaro” i loro tratti caratteristici ( sintetizzando ).

A differenza dei vini che spesso devono le loro caratteristiche principali e “denominazione” alla qualità dell’uva e le condizioni del terreno e dell’ambiente circostante ( il “terroir”, e se ho detto una eresia correggetemi grazie ), le birre si dividono in “stili” che corrispondono a famiglie di prodotti che hanno in comune uno o più ingredienti o caratteristiche produttive e gustative. Sorpresa sorpresa, mi sembra che le denominazioni ufficiali degli stili birrari siano diverse decine, inscrivibili comunque in una ventina di macro-famiglie ( guarda questa pagina di Mondobirra come riferimento ). E appunto, manco a dirlo, quello delle Pils è solo uno di questi ;)

Non credo che sia possibile costruire un percorso preciso e sempre valido, per scoprire il mondo delle birre. Penso invece che sia utile provare qualche bottiglia diversa dal solito e capire quali possono essere i gusti a tua disposizione nel bicchiere. Magari prendendo spunto da una lista ( generica ) ti fai una idea dei vari stili, spaziando in lungo e in largo agli estremi del panorama brassicolo, così da capire cosa ti piace e cosa no.

Ho volutamente omesso il fatto che con la nascita ed esplosiva crescita del movimento della birra artigianale anche in Italia, le possibilità gustative e la scelta a tua disposizione aumenta a dismisura ( i birrai artigianali spesso producono con e per passione, non strettamente legati a vincoli commerciali ;) ). Ovviamente in questo caso a grande soddisfazione può corrispondere un esborso ben diverso da quello per una Moretti, ma non è necessario per cominciare ad esplorare :)

Ecco, prova a reperire e assaggiare queste birre ( metto nomi di prodotti diffusi anche nei supermercati ):

- Hoegaarden ( classico esponente delle Witbier, birre di frumento bleghe. Tradizionalmente aromatizzate con buccia d’arancia e coriandolo, sono birre leggere leggermente pepate e appunto, agrumate )

-Franziskaner Weissbier ( altro classico, questa volta delle birre di frumento tedesche. Poco alcoliche ma corpose e “spumeggianti”. Si considerando profumi tipici quello di banana e chiodi di garofano )

- Eku28 ( questa “Doppelbock” ha anche un grado alcolico piuttosto alto, ma ti assicuro che è molto, molto maltata, il chè contribuisce al carattere “dolce” della birra. )

- Paulaner Premium Lager o Augustiner Edelweiß ( due “Helles”, chiare a basa fermentazione molto meno luppolate delle pils )

-Belhaven Scottish Ale ( fa parte delle “Scottish Ales”, stile conosciuto come molto maltato, birre scure e corpose )

- Affligem Dubbel ( le Dubbel sono birre di abbazia ambrate scure, dense e spesso caratterizzate da profumi molto particolari dovuti ai lieviti )

-Jenlain Ambreè ( le Bière de Garde francesi sono spesso dolci, aromatiche e discretamente alcoliche )

-Pauwel Kwak ( le Belgian Strong Ales uniscono un grado alcolico alto, “dolcezza” e complessità aromatica spesso dovuto alle spezie )

Non è una regola infallibile, ma spesso all’alzarsi del grado alcolico aumenta anche il gusto dolce della birra, spesso accompagnato da speziature caratteristiche ( con particolare dimostrazione nelle varie birre natalizie, soprattuto di origine Belga ).

Senza snocciolare nomi famosi e magari suggerendoti bottiglie dal costo proibitivo, spero di averti dato un po’ di compiti a casa che ti aiutino a scoprire “il lato dolce della birra” :D Va da sè che non abbiamo parlato di tutte le altre, che meritano comunque una attenzione e un rispetto notevoli. Magari quando avrai familiarizzato con i luppoli potrai spostarti verso la parte opposta ;)

Bene, anche stavolta ho fatto la figura del “saputo”, ma non c’è nessuno che mi da una mano a suggerire qualcosa a Paolo ? Andrea, Lorenzo, Francesco ( a quando un link ? :P ), Davide… consigli ? :)

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11 Comments »

  • velleitario said:

    ma dici questa?
    http://richardwilsonauthor.files.wordpress.com/2008/09/pauwel-kwak.jpg

    Pauwel Kwak (non Pawel Kwak) non mi pare che sia una Strong Dark Ales…
    ;)

    http://www.bestbelgianspecialbeers.be/main_eng.html

  • Luca (author) said:

    Azz, beccato! Mi è scappata la u, grazie ;)

    Devo ammettere di fare sempre un po’ di confusione con le denominazioni degli stili. Per avere una conferma mi sono basato su quella pagina delle suddivisioni BJCP. Probabilmente non è una versione aggiornata.

    Ci sono davvero parecchie varianti sul tema, credo sia difficile inquadrare una birra così in un gruppo preciso. Tu quale suggerisci ?

    Per il resto, in questo caso i consigli ti sembrano adatti ? :)

  • velleitario said:

    presumo che sia una belgian strong ale ma dal colore non direi che sia una dark :lol:

    una birra non amara che si trova facilmente tra gli scaffali del supermercato potrebbe essere la moretti rossa.

    non so, altre birre non amare facili da trovare potrebbero essere la Tripel Karmeliet, la barbar, la Bonne Esperance…

    Comunque, secondo me, birre troppo dolci tendono a stufare…
    non so che birre abbia assaggiato Paolo il barman, ma forse il problema potrebbero essere le classiche birre gialle troppo carbonate ;)

  • Paolo il barman said:

    Ottimo quindi, cominciare dalle birre di provenienza belga. Penso anche di sapere dove trovare la Pulaner, presto vi farò sapere l’esito.

    Grazie a Birrophilia per gli ottimi consigli!!!
    continuate così

  • Paolo il barman said:

    velleitario…la moretti rossa? umhh….da provare, grazie

  • velleitario said:

    @Paolo il barman
    la Paulaner è tedesca :lol:
    sinceramente la moretti rossa non è la mia birra preferita, però la puoi trovare facilmente…
    salute!

  • Luca (author) said:

    @velleitario: hai ragionissima, in effetti non è molto dark :P

    hai ragione anche per gli altri “consigli per gli acquisti”, anche se forse sarà in grado di “gustarle” un po’ più in là ( se non vale per la Bonne Esperance, forse però per la TK sì secondo me ;) )

    Si in effeti Paulaner è un marchio tedesco :) Anche loro fanno una buona weizenbier ( se non trovi la Franziskaner.. ).

    Si si, stai sul Belgio che mediamente offre prodotti meno luppolati. Poi facci sapere, eh ;)

    PS: anche se in realtà nessuno si sia ancora fatto avanti come guest-author, ammetto che il plurale maiestatis mi garba abbastanza :P :D

  • velleitario said:

    Scusate la petulanza, ma non generalizziamo sul Belgio, queste, ad esempio, non sono dolci: XXbitter, Rulles Estival, Chouffe Houblon.

  • Luca (author) said:

    Hai di nuovo ragione, ma ( almeno dalle mie parti ) quei prodotti non si trovano facilmente, e comunque non nei supermercati.. quindi non li avevo considerati. Mi riferivo appunto alle etichette di cui parlavamo prima, più diffuse e reperibili.
    Volendo mettiamoci pure la grande famiglia delle birre trappiste: la statistica è a suo favore parlando di birre poco amare ( per quanto sia una spressione generalista dato che potrebbe incontrare la Chimay Cinq Cents o la Orval… ).

    PS: La XX Bitter “celo”, le altre due “manca”. Ne ho letto, sentito parlare, ma non sono ancora riuscito a catturarle…E questo è un bel sassolino nella scarpa :P

  • RedComet said:

    Ma vedi che non sono l’unica a non apprezzare la birra in genere perchè amara ^___^ In cantina la sola che non manca mai è la mia adorata Adelscott… per non parlare della Desperados (quella con la tequila!) …ora la pianto prima che a Luca venga l’orticaria^^

  • Luca (author) said:

    Io non ho mai discusso sui gusti personali e capisco perfettamente che uno non ami sentire sapori particolarmente amari :)
    Purtroppo però, le “birrette amare” sono diventate sinonimo di come è “la birra in generale”, cosa che ovviamente non è.
    Numericamente certo, vengono venduti mooooolti più litri di lager industriale che non di qualsiasi altro stile birrario ( volontariamente parlo di generi, non di marchi ).

    Fortunatamente però le pils, le export, le premium e tutte le famiglie che bene o male gravitano attorno allo stile ceco non sono che una minoranza rispetto alla vastissima scelta presente in commercio ( basta cercarle ).

    Se non sbaglio oltre a quelle aberrazioni che hai citato ti era piaciuta anche la Bonne Esperance.. la Blanche de Namur….la mia BIS… no ? ;)

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