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“Ma dici a me?”: Massimo e la Yeti

24 settembre 2009 15 Commenti

Evidentemente ho sottovalutato questa cosa delle “domande dal pubblico“. L’ho considerata una casualità, che non sarebbe servita a nessuno… e invece eccoci qui con il terzo super domandone. Quindi niente scrupoli, vi riporto la domanda e sotto metto la risposta. Come sempre, la mia è una opinione personale quindi chiunque voglia dire la sua ben venga, i commenti sono apertissimi :) ;)

Ho acquistato da poco un pack di 6 Great Divide Yeti quasi introvabili in Italia, purtroppo, prive di data di scadenza. Inoltre dovrebbero essere state prodotte nel 2008, visto che l’etichetta (priva di punzonatura)arriva solo all’anno 08! che fare?

Il mio primo pensiero è stato:”Dove le hai trovate? Le voglio anche io! :P “, ma a parte gli scherzi il secondo è stato: “Una imperial stout con una paio d’anni sulle spalle? Ottimo!“, ma capisco la preoccupazione.

Purtroppo io non ho ancora assaggiato la Yeti in particolare, ma direi che lo stile delle imperial stout sia uno di quelli più adatti all’invecchiamento. Addirittura sarei pronto a scommettere che oltre a rinomate gueuze, trappiste e birre celebrative da qualche parte ci sia qualcuno che ha in cantina un paio di queste birre, sperando in una maturazione come si deve.

Non esiste una regola ferrea che permetta di capire entro quanto tempo consumare una bottiglia, ma generalmente una birra con un alto tenore alcolico ( che aiuti a scongiurare eventuali contaminazioni e ossidazioni ), una certa gravità del mosto e complessità avrà molte più speranze di evolvere ulteriormente ( in meglio ) con una bella maturazione in cantina. Birre leggere, fresche e pensate per un consumo quasi immediato difficilmente potranno migliorare molto oltre qualche mese dalla produzione, anzi. Un esempio su tutti sono le pils, che prima si bevono e meglio è.

Devono averlo pensato anche i ragazzi della Great Divide dato che se non erro, la loro Yeti ha fornito la base per due ulteriori “interpretazioni”: la Oak Aged ( che è invecchiata in botti di whisky Stranahan per 20 mesi ) e la Chocolate Oak Aged ( che oltre all’invecchiamento in botte ha subito anche una leggera modifica alla ricetta con cacao e peperoncino ).

Quindi in definitiva, “Bevo o no questa birra di cui non so la scadenza?” … Si, direi proprio di si e anzi, se riesci a resistere tieni da parte una o due bottiglie in cantine e aprile l’anno prossimo, Saranno le tue prime birre invecchiate :D A dirla tutta anche io ci credo molto, tant è che sono riuscito a salvare qualche bottiglia della mia BIS dalle invasioni barbariche e voglio vedere come sarà questo inverno e… oltre, se va bene :P

Beh, se dopo questa risposta non sei ancora convinto.. mandane un paio di bottiglie qui, ci sarà sicuramente qualcuno che si offrirà come cavia per assaggiare questa Yeti e dirti se va bene oppure no :D ( Vero Francesco ? ;) )

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15 Comments »

  • RedComet said:

    Ho già pronta la prossima domanda per te: “ma la yeti è la birra di Sanpo?” ..muahahah.. mi sa che oggi ho bevuto una Adelscott di troppo.. ..eheheheh..

  • Luca (author) said:

    Mmmh no, direi che i volontari del soccorso alpino giapponese non bevono birra in servizio :D
    Abbandona la Adelscott e le altre tentazioni del lato oscuro….. :P

  • Massimo said:

    Grazie mille per la pubblicazione e le risposte!
    Ho appena visto l’articolo, caspita non pensavo che era un argomento così importante ed interessante!

    Credo che se la birra è pastorizzata, dovrebbe perdere solo delle
    proprietà gustative, quindi dovrebbe avere tossicità bassa o zero.
    Alla luce non vedo strane masse gelatinose e lievito sul fondo della Yeti.
    Di sicuro, almeno metà birra la proverò, se è buona e niente sintomi berrò anche le altre, una a settimana, non si sa mai. Amici mi hanno detto che dovrebbero essere ancora buone, magari sentirò una luppolatura eccessiva..cmq le Imperial Stout reggono il tempo se conservate bene, che ne dite? avete provato altre birre scadute da lungo termine?

    So che le birre artigianali non pastorizzate vanno tenute al fresco
    (anche nel frigor) e al buio per non degradare velocemente, ma non
    è il caso della Yeti, credo inoltre che abbia qualche stabilizzante chimico.

    Mi ha dato un pò fastidio prendere in un beershop delle birre scadute da così lungo tempo, cmq capisco non è un grande problema (fino a quando la cifra è piccola e non stai male..)

    Penso che la Great Divide difficilmente si vedranno ancora, i beershop la danno da tempo non disponibile..a meno che qualcuno
    non pratichi un trade diretto con qualche negozio in Danimarca /Olanda

    (http://www.crackedkettle.com/store/index.php?main_page=product_info&products_id=625)

    Forse arriveranno in Italia delle “Saranac” (USA beer), oltre alle solite Anchor,FlyingDog,Sierra Nevada sono sicuro
    di vederle a presto in Italia. Qualcuno le ha mai provate?

  • Luca (author) said:

    Mi sono dimenticato di specificare che parlando di birre adatte all’invecchiamento di solito ci si riferisce a prodotti a fermentazione spontanea oppure alta fermentazione rifermentate in bottiglia. Quindi birre che contengano, una volta imbottigliate, qualcosa di ancora “vivo” che possa continuare il suo lavoro nel tempo. Per fare questo ovviamente servono lieviti, residui zuccherini non fermentati, riparo dalla luce e le temperature adatte ( mi sembra si suggerisca una cantina tra i 12°C e i 18°C, con meno oscillazioni possibili ).

    All’interno della bottiglia l’alcool e il luppolo sono i principali conservanti, quindi il problema della “tossicità” si pone nel caso di contaminazioni dall’esterno ( anche se di solito la paura è quella dell’ingresso di ossigeno e quindi ossidazione ), al massimo le infezioni avvengono nelle fasi iniziali della produzione, prima dell’imbottigliamento.

    Avrei paura delle strane masse gelatinose :D , ma per quanto riguarda il lievito non c’è da aver problema, dato il ragionamento di prima ( ma non so se la Yeti è rifermentata e nemmeno se contiene additivi ).

    Per la vendita di queste birre “scadute” non saprei cosa dirti. Anche ai negozianti più appassionati ogni tanto sfuggono le scadenze dei prodotti in magazzino, però dato il prodotto in questione potrebbe essere stato tenuto volontariamente. Appunto perchè consapevole del fatto che la birra non sarebbe andata a male e addirittura gli stessi clienti probabilmente farebbero lo stesso nelle loro cantine.
    Poi certo, sono solo ipotesi… forse è un beershop che non tratta birre americane e quel sixpack se l’era dimenticato da qualche parte… :P

  • INDASTRIA said:

    Io ho di recente comprato una fantome saison scaduta senza rendermene conto. Ancora la devo bere :D
    Sostanzialimente problemi non ce ne sono o dovrebbero essere: una buona birra, a meno che non abbia contaminazioni, con il passare del tempo o invecchia o perde gusto; difficilmente si guasta. Soprattutto quanto il grado alcolico è alto.

    Il problema dovrebbe esserci per i negoziati invece: nonostante la scadenza nelle birre sia una questione relativa, è necessario indicare un periodo entro il sia obbligatorio venderla o consumarla.
    Anche se credo che questo periodo venga deciso in modo arbitrario quando la birra viene importata in italia.

  • Luca (author) said:

    Senza contare il fiorente mercato dei vintage :D
    A meno che non sia una pratica “sottobanco” ( ma non credo ), per la vendita di bottiglie “di annata” deve esserci qualche eccezione.
    Non so se questo discorso vale anche per le bevande alcoliche, ma mi sembra che l’obbligo da parte dei produttori alimentari sia quello di specificare una data di scadenza “preferibile” ( e molti la specificano per mettere le mani avanti, non perchè sia in effetti vincolante ).

    Ora che ci penso non sono sicuro di quali siano gli effetti “sicuri” di un invecchiamento eccessivo. Acidità ? Carbonazione quasi assente ? Diminuizione dell’alcol al naso ? Bisognerebbe provare… :)

  • Massimo said:

    Stappata la YETI datata!!
    La birra è di colore marrone scuro, quasi nero impenetrabile.
    alla luce rivela un rubino tenue.
    Profumo, mi ricorda la liquirizia. Versata nel bicchiere noto ancora
    una schiuma intensa, marrone e persistente.Liquido si presenta viscoso.
    All’assaggio è sempre ottima ed è presente una bassa carbonatazione ma, credo che il tempo gli ha fatto perdere le note di caffè e malto tostato. L’alcol non si sente,
    coperto dal forte sapore di luppolo americano,pino e liquirizia.
    Amaro nel retrogusto persistente ma non eccessivo. Acidità bassa. Tutto sommato pensavo peggio
    visto che questa Yeti deve avere + di 2 anni e non sapevo come fosse stata conservata, la ritengo buona ma forse non + ben bilanciata e la bevivilità ne soffre. Diciamo proprio una birra vintage.

    La legge italiana prevede che le birre debbano durane 1anno,ma come sappiamo ci sono molte eccezzioni. Cmq non sono mai stato male x1birra scaduta, tranne che x alcune weizen. Bye.M.

  • Luca (author) said:

    Bene, allora come si diceva la Yeti non ha sofferto dell’invecchiamento :D

    Certo ci sono trasformazioni nel tempo, ma credo che questo sia un lato positivo di un alimento vivo come la birra ( ovviamente quelle non pastorizzate e rifermentate ). Trovo interessante poter fare le famose “degustazioni verticali” di uno stesso prodotto.

    Riuscirai a tenerne una bottiglietta chiusa ancora per un po’ ? :)

  • luca said:

    ma questo massimo, ha scritto in tutti i forum blog email del mondo ponendo la stessa domanda?

  • Luca (author) said:

    In effetti sembra di si.. chissà, forse voleva essere sicuro di raccogliere un po’ di risposte :P

  • BeerWishlist: Cosa vorrei assaggiare Vol.3 | Birrophilia said:

    [...] questi giorni grazie a Massimo abbiamo potuto parlare della Yeti della Great Divide. Una famosa Imperial Stout che si presta anche ad essere assaggiata [...]

  • Camo said:

    Assaggiato anche io ieri una Yeti…concordo con l’analisi data da massimo anche se devo dire che secondo me l’alcoolico si sentiva un attimo prima che il luppolo americano desse il suo gusto amaro.

    Comunque ottima, da riprovare!!!

  • Luca (author) said:

    Prima o poi questa Yeti la assaggerò anche io eh… :P
    Per il discorso alcool.. forse hai assaggiato una bottiglia “giovane”, nel senso ancora entro la sua data di scadenza indicata ( magari ha qualche mese ). Di solito con il tempo questa caratteristica si ammorbidisce un po’ ed ecco perchè Massimo la sentiva meno. O almeno credo :)

  • Camo said:

    Si penso fosse giovane…stas quando arrivo a casa controllo la bottiglia…comunque per la mia poca esperienza direi che non te la devi perdere…buona davvero!!!
    Fammi sapere quando la trovi!!!ciao

  • Camo said:

    Ah un altra cosa…ora vorrei proprio assaggiare la Yeti Oak Aged…sono curiosissimo!!!

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