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BeerWishlist: Cosa vorrei assaggiare Vol.3

5 ottobre 2009 3 Commenti

Buon inizio di settimana a tutti! Il week-end vi ha portato buoni consigli birrari ? A me… no purtroppo, ma dopo due mesi dalla precedente wishlist… è giunto il momento di compilarne una terza ( anche perchè sono riuscito a spuntare un paio di prede delle precedenti, a presto le testimonianze :P ) . Forse si tratta di un atto di leggero masochismo, dato che non ho beershop decenti nelle vicinanze, ma conto di  riuscire a mettere le mani su tutte queste etichette prima o poi :D

-In questi giorni grazie a Massimo abbiamo potuto parlare della Yeti della Great Divide. Una famosa Imperial Stout che si presta anche ad essere assaggiata dopo un paio d’anni. In effetti ho poche imperial stout sul taccuino.. bisogna rimediare ! :)

-Chi ha detto che per essere memorabile una birra deve essere super complessa o “taglia gambe” ? Anche gli stili apparentemente più semplici e meno impegnativi, se realizzati bene possono dare grandi soddisfazioni! Per avvalorare questa tesi, ultimamente mi è venuta volgia di fare un ripasso sulle Bières de Garde. Quindi non mi dispiacerebbe mettere le mani su 3Monts, La Goudale e La Choulette Ambrée.

-Dopo tanta esterofilia.. tornerei in Italia con una delle specialità più conosciute dei nostri birrai: La Scires del Birrificio Italiano. Dopo aver letto sul blog di Agostino che quella di quest anno dovrebbe essere una cotta molto ben riuscita… penso che sia quindi d’obbligo l’assaggio! Si tratta di una birra sicuramente particolare e vi cito direttamente la descrizione di Agostino : “Non troppo alcolica, le ciliegie non erano molto ricche di zuccheri, acida al punto giusto con un bel carattere “britannico” (da Bretannomyces, lievito selvatico), legno quasi balsamico, speziato forte, luppolo leggero ma presente, e una ciliegia fresca e grassa, forse grazie al contributo della varietà Moretta.

-E per finire… metterei nel gruppo anche un assortimento di “micro” americani, dato che se ne fa un gran parlare ma qui ancora non è arrivato niente… Vorrei vedere se è poi vero che puntano quasi tutti a produrre birre “esplosive”, “di impatto”, con intensissime luppolature e quantità di IBU da far girare la testa. C’è però chi definisce il movimento birrario artigianale americano come “l’arca di noè degli stili dimenticati”, data la loro voglia di rievocare le vechie tradizioni. A qualcuno avanza niente di Grat Divide, Flying Dog, Dogfish Head, Russian River, Left Hand, Sierra Nevada, Anchor, Sam Adams, Rogue, Stone, Brooklyn… ? :P

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3 Comments »

  • INDASTRIA said:

    stone, dogfish head e altri ottimi birrifici americani incuriosiscono anche me ma, dopo numerose ricerche, sembrano impossibili da ottenere in italia e in buona parte d’europa, se non in qualche tasting o tramite bottiglie recuperate direttamente in USA.
    Non so che darei per bere una arrogant bastard ale o una 90 min ipa :|
    Mi associo alla richiesta quindi…

    Oltre a tante birre americane che vorrei assaggiare (le proverei tutte: IPA, APA, sweet/chocolate/mocha/imperial stout. Finora di americano non mi ha deluso NULLA!) mi piacerebbe provare gli stili “dimenticati” tedeschi come le Alt e le Kölsch, l’ayinger weizenbock, tutte le birre della de dolle, le struise, la deus, le brewdog, la tipopils e tante, tante altre…

    Ho qualche “chicca” che mi aspetta però:
    Tipo westvleteren (non l’arirò mai mi sa), nogne, great divide, rogue :D Ora sta arrivando la stagione giusta per gustarle!

  • Luca (author) said:

    Ciao Indastria !
    una volta entrati in questo mondo e “spulciato” i siti d’oltreoceano… sembra il paese dei balocchi :D
    Purtroppo come dici tu per ora bisogna sperare di conoscere qualche beershop ben fornito altrimenti nada…

    Per il resto vediamo, dei De Dolle ho assaggiato la Dulle Teve, buonisssima e interessantissima.. mi sono ripromesso di assaggiarla da “fresco” :P
    Se non sei troppo rigido in quanto a provenienza, se non sbaglio una bella interpretazione dello stile Kölsch è la dissente Rodersch del Bi-Du.
    Weizenbock…mmmh… non dovrei dirlo per non rovinare la sopresa ma ne ho un paio di bottiglie che voglio assaggiare a breve, anche io sono molto curioso a riguardo! :P
    Tipopils per me è stata una rivelazione, nel senso che secondo me rappresenta molto bene la differenza che può esserci tra una birra industriale e una artigianale. Prendendo appunto la Pils come riferimento, l’erbaceo del luppolo nella birra di Agostino farebbe impallidire qualsiasi concorrente “da scaffale”. Illuminante !
    Deus… aaah i brut delle fiandre… molto particolare, ho assaggiato una bottiglia del 2007 dopo circa un anno e mezzo. Molto fine, il contenuto alcolico è ben nascosto e secondo me vale la pena provarne una ( bière brut ). Ho una “concorrente” in cantina… anche quella comparirà qui sopra prima o poi ;)

    Se hai voglia di leggerti due righe in più su queste birre cerca qui sul sito, qualcosa ho scritto ! :)

  • Luca (author) said:

    PS: di sfuggita ho assaggiato anche la Black Albert di Struise. Purtroppo la birra non era la mia quindi ho “elemosinato” un sorso. 13° di intensità tostata :D

    PPS: ti invidio le chicche in cantina ! adesso comincia la stagione in cui il freddo funge da ottima scusa per dedicarsi alle buone birre ! :D

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