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Quanto costa aprire un microbirrificio o un brewpub ?

18 novembre 2009 14 Commenti

Vi ricordate dell’articolo su quanto costa aprire un beershop ? Si trattava di un paio di considerazioni fatte su un articolo letto su un periodico.

Si direbbe quasi che ci abbiano sentiti, dato che a distanza di qualche mese lo stesso magazine pubblica un articolo sulla attuale tendenza che vede nei Microbirrifici “l’ultima passione degli italiani”. Come nel caso precedente, ci offre lo spunto fare due conti ed analizzare come si possa aprire una attività del genere. Ovviamente ci sono già, in Italia, tanti professionisti che hanno già intrapreso questo progetto e che sicuramente conosceranno l’argomento meglio di noi, ma per gioco proviamo a vedere cosa salta fuori.

Per la precisione i dati numerici sono forniti da Leonardo Di Vincenzo, mastro birraio di Birra del Borgo, quindi credo che siano attendibili. Si tratta sicuramente di cifre indicative e che non vogliono essere regole precise valide in qualsiasi caso, ma servono a darci una idea di massima. Vi cito qui la piccola parte dell’articolo che ci interessa:

Il microbirrificio ha bisogno di 140mq di spazio: 40 per il magazzino dove conservare le materie prime, i restanti per le macchine, l’imbottigliamento e l’imballaggio. E occorre chiedere l’autorizzazione all’Asl e all’Ufficio tecnico di Finanza del Comune per vendere bevande alcoliche. Se, poi, dal semplice microbirrificio si vuole passare al brewpub, il locale dove degustare la birra appena fatta, servono altri 60mq. L’investimento iniziale ammonta a 100.000 €, che si recuperano in 4 anni. All’inizio dell’attività, è un buon segno se si vendono 200 litri al giorno.

( Aggiungo una precisazione io: a chi volesse approfondire l’argomento, comprese regolamentazioni in merito suggerisco la lettura di queste pagine su Mondobirra e Maxbeer )

Il pezzo avvalora l’idea che aprire un micro sia una mossa vincente spiegando che, a differenza di un pub, costa meno ed è una attività che si può svolgere senza dover assumere personale, che si può fare tutto da soli insomma. L’aggiunta dello spazio di degustazione, sempre secondo Leonardo, è da programmare in un secondo momento, dopo aver “ingranato”.

A parte il fatto che nei costi iniziali per cominciare questa attività non vengono presi in considerazione i costi dell’immobile ( Affitto? Acquisto? Mutuo? ), per il resto mi sembrano comunque cifre ottimistiche. Certo, non sto parlando dello spazio ( sebbene anche in quel caso bisognerebbe fare qualche precisazione, come la scelta di non avere un punto di spaccio diretto al pubblico ), ma di impegno economico. Non sono certo un esperto in materia e non mi sono fatto fare preventivi, ma credo che sia molto facile sforare di quei centomila euro indicati. Il mastro birraio dice anche che “ogni realtà artigianale produce dagli 800 ai 1000 ettolitri di birra l’anno“, il che significa se non erro 100.000 litri di birra. Partendo dal presupposto che non tutti i micro hanno impianti da almeno 1000 litri, prendiamone come esempio uno da 500. Per fare 100.000 litri servirebbero 200 cotte all’anno, che tolte un po’ di ferie e qualche festività significa praticamente una cotta ogni giorno lavorativo ( 220 all’anno ). So bene che con un lavoro in proprio non esistono sabati e domeniche, ma so anche che molti micro hanno impianti da 250 litri o anche meno ( 400 cotte l’anno? ). Qualcosa non quadra…

Oltre a voli pindarici sulla quantità prodotta ( gli unici che posso fare ), sono curioso di sapere se qualcuno saprebbe farci i conti per  vedere se anche i centomila euro iniziali siano sufficienti o meno. Impianto, strumentazione accessoria, cella frigorifera, un minimo di mobilio, impianti elettrici e idraulici.. eventuali adattamenti strutturali al locale… ci stiamo dentro ?

Sul “si recuperano in 4 anni” non metto bocca, immagino che dipenda dai litri venduti e dal prezzo che il birrificio decide di applicare.. intanto Andrea ha pubblicato un interessante articolo appunto sul prezzo della birra, se volete dare una occhiata.

Se qualcuno può aiutarci con questi conti ben venga, personalmente sono molto curioso :)

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14 Comments »

  • francesco said:

    ciao.
    so di sicuro che il microbirrificio Dan ha speso 80.000 euro per un impianto da 120 litri totali.
    penso che un investimento come si deve è di almeno il doppio

  • Emanuele said:

    Ciao Luca credo che il conto delle cotte al giorno sia sbagliato, parla da profano non ho un micro
    comunque se uno ha un impianto da 600 litri questo non vuol dire che abbia pure dei fermentatori da altrettanti litri. Ad esempio potrebbe avere un fermentatore da 1200 e fare due cotte consecutive

    alla fine credo che il costo di un fermentatore di capacità 2X e minore di due di capacità X

    onestamente non ce li vedo a fare cotte TUTTI i giorni
    poiché la birra ha bisogno di tempo per essere pronta e questo vuol dire che se ci vogliono 3 settimane per farla allora bisogna avere posto per stoccare 3 settimane di cotte giornaliere

    lascio a chi ha più conoscenza di me la facoltà ( o meglio l’obbligo) di smentirmi per farmi apprendere qualche cosa di nuovo

  • Luca (author) said:

    @Francesco: non ho nominato cifre precise perchè so che possono variare molto ( diverse produzioni di impianti sono ancora artigianali e soprattutto personalizzate in base alle esigenze del birrificio ). Ma appunto avevo sentito dei prezzi molto alti, in rapporto alla capacità produttiva dell’impianto. Soprattutto poi, come testimonia il tuo dato,se l’impianto è nuovo ;)

    @Emanuele: Hai ragione, non avevo preso in considerazione il problema di stoccare la birra ancora in fermentazione. Sono daccordo con te, in ogni caso, sul credere che attualmente la maggior parte dei micro non faccia cotte ogni giorno. Per quello i 1000 ettolitri mi sembravano tanti ( in rapporto alla capacità degli impianti ).
    Si, credo che il discorso dei fermentatori funzioni. Rimane il problema che se non hai già “il giro”.. 200 litri al giorno non li vendi ( teniamo presente che per venderli devi averli fatti, e con un impianto di 600L vorrebbe comunque dire 2 cotte a settimana, che non tutti fanno ).

  • Emanuele said:

    Infatti iniziare con qualche cosa di grosso è un bel rischio

    e 200 litri al giorno sono 730 ettolitri all’anno ovvero vul dire solo vendere vendere piò o meno la propria produzione annuale in un anno

    la maggior parte dei micro credo che sia abbondantemente sotto i 1000

    tanto per citare alcuni numeri presi dalla guida alle birre d’Italia 2009

    Baladin 3500 hl
    Montegioco 250 hl
    Pausa Cafè 400 hl
    La Piazza 300 hl
    Troll 500 hl
    BABB 250 hl
    Bi-Du 550 hl
    Birrificio Italiano 1500 hl
    Lambrate 2330 hl
    Orso Verde 250 hl
    Maltus Faber 200 hl
    Scarampola 300 hl
    Ducato 330 hl
    White Dog 205 hl
    Amiata 20 hl
    Olmaia 500 hl
    Birra del Borgo 1095 hl
    Almond 95 hl
    Barley 157 hl

    e questi sono birrifici anche abbastanza famosi a livello nazionale
    come vedi i 1000 hl in Italia non è che siano poi così diffusi

  • Luca (author) said:

    Evidentemente le cifre pubblicate non sono molto corrette. O meglio, probabilmente sono
    -mal riportate
    -estrapolate da un più articolato contesto
    -semplicemente indicative
    -semplicemente relative alla produzione proprio di Birra del Borgo ( appunto 1095hl )

    Indicare quella corretta :D

    Dando una rapida scorsa proprio a quei numeri che hai citato viene subito da pensare che per alcuni è un secondo lavoro, o comunque non la fonte primaria di reddito.. con produzioni così esigue!

  • Emanuele said:

    @Luca
    non ritieni corrette le cifre dell’articolo o quelle da me pubblicate
    io le mie non so se sono veritiere e ho citato la fonte apposta (anche se per un birrifico specifico che non ho pubblicato perché non famoso so che qeuella pubblicata per la guida è grossomo modo la cifre realmente prodotta, detto da un amico che lavora al brewpub del birrifico)

  • Luca (author) said:

    Mi riferivo alle cifre date dal sig. Di Vincenzo, quelle contenute nell’articolo.
    ( che per correttezza segnalo essere di Annalisa Piersigilli e comparso su Donna Moderna, non chiedetemi come ho fatto a scoprirlo :P )

    Non discutevo le cifre della guida slowfood ( che giace anche sulla mia libreria ;) )

  • Emanuele said:

    Come hai trovato l’articolo su donna moderna sarà uno di quei misteri del web insvelabili

    comunque non credo che chi abbia una produzuione ridotta abbia anche entrate dignificativamente più basse

    visto che non siamo ancora su cifre che permettono un economia di scala credo che un aumento della produzione porti anche un notevole aumento dei costi e non sempre quindi il gioco vale la candela

  • lelio said:

    uhm…è sempre difficile sapere i numeri dai birrai, c’è chi tende ad ingigantire e chi invece tende a sminuire…secondo i casi. Posso dire per certo che gli 800hl (con impianto da 1000 litri…sono circa due cotte a settimana) sono un ragionevole “punto di pareggio” per un azienda con 2/3 persone (parlo solo di produzione naturalmente). Pur essendoci molte varianti dipendenti dalla percentuale di quanto va in fusto (meno lavoro e più marginalità, ma anche più difficoltà di mercato).Per produrre questi volumi i 100 mila euro ipotizzati sono il “limite” basso, per lavorare bene ne servono senz’altro un 50% in più.
    Secondo me però bisognerebbe porre la questione in termini diversi ovvero:
    800 hl anno solo mescita diretta
    800 hl anno 50% mescita diretta e 50% bottigile e fusti
    800 hl anno solo vendita esterna bottiglie e/o fusti
    con relativi calcoli di investimento e ammortamenti.

  • Luca (author) said:

    Ciao Lelio! Grazie per aver detto la tua, l’opionione di qualcuno competente è sicuramente molto utile per comprendere meglio questi numeri :)

    In effetti il “metodo” di vendita della birra comporta non poca variazione sui costi e quindi forse non è l’ultimo elemento da considerare. Così come la scelta di aprire un brewpub modifica in modo importante le dinamiche di confezionamento, conservazione e vendita del prodotto.

    Ma sono davvero così tanti i micro con impianti da 1000 litri ? Mi sembrava già una “taglia” da pezzi grossi ( in ambito artigianale ).

    Rimane il fatto che se si parte con 200 mila euro si ha il cuore decisamente più leggero, ecco…

  • francesco said:

    1000 hl all’anno sono pura fantasia, come i 100.000 euro per paritre, infatti sempre più spesso vede gente che attirata da articoli simili a questo spera con un piccolo investimento di fare i soldi a palate.
    mi spiace farvi sapere che molti birrifici sono gestiti da persone che fanno un doppio lavoro, proprio perchè non riescono a vivere di sola birra cruda.
    inoltre con la crisi che corre non sò quante bottiglie da 6,5 euro ivate all’ingrosso il mercato può assorbire.

  • Luca (author) said:

    Ciao Francesco, condivido in toto.
    Dici che davvero questi articoli attirino molti aspiranti birrai ? La gente non si farà due conti prima di partire ?
    Il prezzo delle bottiglie finite come ben sai è un argomento molto vasto e non se ne viene mai a capo, soprattuto ( credo ) perchè nella situazione italiana non si possono dedurre regole generali applicabili ad ogni birrificio ( costi fissi, di gestione, delle materie prime… ). Senza contare che non tutti vogliono/possono aspettare anni per rientrare dell’investimento iniziale, quindi qualcuno ricarica di pochi punti percentuali, altri cercano di ammortizzare prima.. :\

  • lelio said:

    ciao
    mi permetto di intervenire nuovamente per segnalare la mia guida online all’apertura di un microbirrificio brewpub
    Si trova il link dalla mai home page http://www.leliobottero.it

    spero serva ad aiutare chi vuole “fare la birra” per mestiere.

    grazie dell’ospitalità
    Lelio

  • Luca (author) said:

    Prego Lelio, grazie per la segnalazione!
    Ora ci sarà un riferimento più preciso per chi vorrà provare a buttarsi in questo tipo di attività :)
    (…anche se non è una guida online :P )

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