Di ritorno dall’ IBF 2010, compiaciuto
Ibieffe, Ibieffe, Ibieffe, in questi giorni non si parla d’altro, lo so.
E quindi eccomi qua, tornato da una visitina a questa edizione ventidieci dell’Italian Beer Festival di Milano. Per me era la seconda visita a questa manifestazione, sempre al Palalido, sempre di sabato
Ah ma questa volta sono partito preparato, eh. A parte essere andato accompagnato da un amico con cui “smezzare” gli assaggi e condividere pareri più o meno lucidi, grazie a qualche nome già conosciuto, qualche promessa, e un minimo di fiuto gli assaggi interessanti sono stati tanti.
Non mi perdo in chiacchiere e vado subito al punto della manifestazione, le birre. Poi tutto il resto
Prima che la ressa diventasse difficile da gestire siamo riusciti ad assaggiare qualche novità e qualche gradita conferma. Partiamo dai miei “Big” ? Ma si.
La Surfing Hop di Toccalmatto alla spina era davvero ottima. Ne avevo già bevuta qualche bottiglia con piacere, ma il dry hopping qui ha veramente dato il meglio di sè, soprattutto per quanto riguarda le note resinose: un must. Sempre dello stesso birrificio, era presente la neonata Cafè Racer, una nuova coffee stout in cask. Non è male, ma mi sembrava avesse poco corpo e oltre al caffè ( molto, e piacevole ), rimaneva solo un po’ di tostato. Forse perchè il cask era aperto dal giorno prima, mistero. La veterana Confine del Bi-Du ( si lo so, la conoscete già tutti, ma io arrivo tardi ) era molto cioccolatosa, forse un po’ piaciona ma sicuramente buona. Altra birra che ha fatto molto parlare in questo periodo, anche grazie al testimonial, era La30 del Birrificio Bauscia. Onestamente, non avevo idea di quale dovesse essere l’aroma della Damiana ( afrodisiaca? ), comunque sia il risultato mi è sembrato piacevole, una birra aromatica, dolcina e abbastanza beverina. Non mi sono dimenticato di fare un giretto dal Rurale, e come già provato all BirrArt, la blanche Seta e la APA Terzo Miglio sono proprio buone, profumate e beverine. Sempre parlando di birre luppolate, interessante la divagazione belga sulla erbacea e stuzzicante Lupulus di Les 3 Fourquets. Altrettanto buona e “pericolosa” la IPA Contessa di Amiata, davvero una bella scoperta. Invece ho ancora parecchie difficoltà a familiarizzare con certi ingredienti/speziature. La Bastarda Doppia ( con 40% di castagne ) era sicuramente buona ma forse i luppoli mi hanno coperto un po’ il frutto.
Altri assaggi “portati a casa” ma meno incisivi ( anche a causa della stanchezza, scarsa resistenza, allineamento sbagliato dei pianeti e quant’altro ) sono stati O’Hara’s, Bockstaeledirk, Backdoor Bitter, Bink Blond, Adelardus, Caravina, e spero di non essermi dimenticato nessuno.
Ecco, e ore il “resto”. Con una formula ormai consolidata, durante la manifestazione si sono svolti dei laboratori tematici gratuiti e questa volta ho partecipato ai primi due della giornata.
Il primo ha visto protagonisti il formaggio Parmigiano Reggiano e le birre di Montegioco, in una serie di abbinamenti suggeriti, discussi, da provare ma sicuramente insoliti e interessanti. A condurre il birraio Riccardo Franzosi, Fausto Berrini e il presidente ADB Paolo Polli. Le accoppiate di Parmigiano e Birra, in sequenza sono state:
Vacche Rosse 24 mesi con Runa Bianca: L’idea era unire due prodotti delicati, buonissimo il formaggio ma peccato per la blanche un po’ troppo giovane. Fontana 24 mesi con Experimental/Open Mind: personalmente l’abbinamento che ho gradito di più. Il formaggio era un po’ più saporito ( a causa del diverso latte utilizzato, in questo caso di Frisone ) ma senza risultare “piccante”.. molto buono
Particolarissima la birra, che in realtà non ha ancora un nome preciso ( mi sembra di aver capito che fosse stata creata per l’Open Baladin ). Il carattere di questa sperimentale deriva dall’aggiunta di circa il 20% di mosto fiore di vino Barbera alla fine della bollitura. La mancanza di vinacce fa si che il mosto ( di vino ) non influenzi il colore della birra ma solo il gusto. Affinato 5 anni ( 2005 ) con Mummia: In realtà il parmigiano è stato presentato con il numero del casello di produzione, ma ahimè non lo ricordo. Ovviamente il gusto si fa più intenso e i grumi di calcio cominciano ad affiorare modificando anche la consistenza del formaggio. E comincia ad esserci una folta schiera di aficionados del formaggio stagionato da grattugiare
La birra invece è stata forse la più “strana” del gruppo, dato che subisce una maturazione in botti ( di barbera ) per 18 mesi e poi imbottigliata senza essere rifermentata. Quindi qui ci sono toni vinosi, legnosi e un mix di lieviti “inusuali” ( tra cui i famosi brettanomiceti ), inoltre l’assenza di carbonazione ha stupito molti. Affinato 8 anni ( 2002 ) con Rex Grue: Ovviamente il formaggio era molto “extreme” ( qualcuno ha addirittura suggerito che forse 8 anni sono un filino troppo ) ma altrettano amato dai palati forti. La birra era caratterizzata dall’uso della Salvia Sclarea ( fiori ? ) sempre a fine bollitura, per qualche minuto, e rimossi prima della fermentazione. Aehm, mea culpa, all’ultimo abbinamento le mie papille erano un po’ stressate, quindi non chiedetemi ulteriori pareri su questa birra
Momento clou del laboratorio: dopo una dissertazione sulle sottigliezze aromatiche di queste birre, l’affermazione del birraio (circa): “Beh, vorrei dirvi che queste precise note aromatiche sono tutte volute, ma in realtà io metto solo il lievito..” e relativa ovazione collettiva
Abbiamo fatto una visita anche al secondo laboratorio della giornata: il mini corso per neofiti di degustazione della birra. Non ho capito bene cosa è successo, comunque il corso è stato tenuto da uno dei ragazzi/degustatori di ADB invece che dal presidente, credo a causa di qualche imprevisto. Nulla di grave ecco ( le informazioni sono sempre quelle ), ma i sassolini nella scarpa una volta uscito dal laboratorio erano altri: la birra (una APA mi pare ) è stata distribuita ai presenti dopo una mescita multipla da spina/bottiglia ad una grossa brocca e da lì ai bicchieri. Risultato: birra quasi piatta e schiuma latitante. Certo si beveva comunque, ma non mi sembrava uno strumento adatto ad un corso di degustazione ( per quanto “mini” ). Inoltre, ovviamente di castronerie non ne ho sentite ( o riconosciute ), ma la spiegazione mi è sembrata un po’ dispersiva. Vabbeh, si fa per dare una idea… credo.
Ecco, evaso il compito del resoconto didascalico dell’evento mi permetto un paio di considerazioni. Non mi aspettavo nulla di diverso rispetto all’anno precedente e infatti nulla di stravolgente è cambiato. Uniche differenze: meno espositori ( ma credo mediamente di livello più alto ), un po’ di tavoli dove appoggiarsi ( bene ), un solo lavabicchieri dal funzionamento altalenante (mmmhh ), i panini mi sembravano “cresciuti” rispetto all’edizione passata ( giustamente, quelli dell’anno scorso erano un po’ piccolini ), musica costante ( una aggiunta per me neutra: anche se non ce n’era bisogno, non dava fastidio ). Rimane di fondo una delle manifestazioni birrarie principali, anche se l’affluenza mi è sembrata minore dello scorso anno. Rimane inoltre il fondamentale pregio ( per me ) di poter acquistare assaggi di 10cl e non essere vincolati ad almeno 0,2l o 0,3l ( che poi l’assaggio è sempre di qualche cl in più, dato che è impossibile usare il calibro per il servizio…)
Altro bonus della giornata, anche se non ve ne fregherà nulla, il giudizio positivo e soddisfatto dell’amico altrettanto neofita che per la prima volta partecipava ad una manifestazione del genere. Assaggiare tutte queste novità insieme fa sempre un certo effetto. Inoltre avere qualcuno con cui parlare (invece di parlare inevitabilmente da solo, dopo qualche assaggio ), mi ha fatto passare un po’ meno per beone compulsivo
Grazie Ste!
Attendo altri commenti sulla manifestazione ( lo so che qualcuno tra di voi c’è stato! ).





Peccato non esser riusciti a incontrarci, ma il live Report via twitter alla fine non è uscito affatto male (grazie ai tuoi post e a quelli di Bosh).
Concordo sulle considerazioni finali: meno stand, quindi meno scelta, lavabicchieri “no comment”. La qualità generale delle birre però nel complesso è migliorata.
Il mio report completo è qui, con anche qualche fotografia:
http://www.birraiolo.it/blog/birraioloit/ibf-2010-milano
Io sono stato all’IBF tutti il venerdì, ma non ho avuto modo di pubblicare le mie impressioni. Allora: gente non tantissima, meno birrai degli altri anni ma a mio avviso poche le birre da lavandinare.
Assaggiate tante, e quelle più meritevoli di nota sono, in ordine antiorario (il mio giro degli stand):
- San Paolo: nessuno l’ha notato?? Avevano 4 spine più una pompa, tutte le birre erano veramente in ottima forma, cito la Alder (semplicissima ma pulitissima Belgian Golden Ale, veramente ottima9 e la Ipé (Apa con chili di luppoli americani e una speziatura molto delicata ma interessantissima di chinotto di Savona igp). A mio avviso tra i migliori della manifestazione.
- Menaresta: un birrificio che non viene spesso citato, ma che a mio avviso è una grande conferma, grande continuità e riconoscibilità nei suoi prodotti. Perfetta la BockstaeleDirk e veramente buona la San Dalmazzo a pompa.
- Bidu: vabbè lo sappiamo tutti che le loro birre sono fantastiche, devo aggiungere altro? La Confine era stupenda.
- Orso Verde: anche qui come per il Bidu, è uno su cui ci si butta senza paracadute, tanto sai che caschi bene. Backdoorbitter a pompa da berne e poi riberne e berne ancora.
- Toccalmatto: la Surfing Hop piace da matti a chi piace da matti il luppolo. E in effetti di luppolo ne è stato messo tantissimissimo. Buona, veramente buona. La Café Racer è ancora da sistemare (corpo decisamente troppo watery e poca complessità generale) ma promette bene.
- Geco: Lamù mon amour, forse l’avete capito dal mio blog, ma anche la Pecora Nera, a mio avviso interessantissima.
@Beppe Sarà per la prossima occasione, comunque dai, non male questa giornata.
@Voppe In effetti forse avrei dovuto dare più spazio ai birrifici più “in ombra”, la prossima volta non mancherò. Oltre alla opinioni concordi ( cafè racer, confine, surfing ) forse bisogna prendere con le molle i miei commenti sulle ultime birre, causa poca attendibilità
Comunque sia a parte il favorevolissimo rapporto “nuove scoperte birrarie/ora”, questi festival non fanno troppo per me dal punto di vista degustativo, non che in altre circostanze riesca a fare molto meglio, comunque
Troppo casino, soprattutto quando devi cominciare a fare lo slalom tra la gente con il bicchiere pieno in mano per raggiungere un seggiolino di fianco al complesso che suona eheh
Si è un po’ sballottati insomma, comunque per me è rimasta una giornata fruttuosa
Ottimo resoconto
Tra l’altro ci tenevo a roconfermare il parere positivo, parere da neofita abbastanza ingnorante in materia, ma decisamente entusiasta
E comunque si, sembravamo due beoni che parlavano…guai…:P
Ha… ma ci siamo anche noi nella foto che hai scattato!!
Siamo quei 3 appostati davanti al Birrificio Rurale
ciao a tutti,
io presente il venerdì da apertura fino alle 21.
anche a me S.Paolo (che non conoscevo assolutamente) ha fatto veramente un’ottima impressione. provate IPE’ e Frakè veramente ben fatte ed equilibrate.
note dolenti: mi spiace scriverlo perchè adoro tutto quello che fanno ma la Cafè Racer di Toccalmatto non mi è proprio piaciuta. olfatto discreto ma veramente scarsa corposità. solo io ho sentito un leggero sentore acidulo?
deluso anche dalla AFO del Ducato che ho faticato a riconoscere rispetto ad altre versioni, ma Chimera abbastanza in forma.
sempre bene invece Orso Verde con la Rebelde, Menaresta con S.Dalmazzo e Bidù con Rodersch.
divagato anch’io su Lupulus su cui mi trovo d’accordo.
sulle ultime birre provate (es. calypso di valcavallina), glisso per scarsa attendibilità (contiene citazione)
Cosa ne pensi ?
HAI UN MINUTO ?
Testimonianze Casuali
Tra Cinquettii e Faccialibro..
Il duro lavoro dell’esploratore
Commenti recenti
Archivio
Meta
Blogroll
Ho appena scritto
Most Commented