Degustazione della Birra: I Preliminari
“Degustazione”.. è una parola altisonante, vero ? Vedete, c’è chi ha fatto della sua passione per la birra e la sua comprensione un lavoro, quindi è naturale che tratti la cosa con estrema serietà. Non nascondo che mi piacerebbe partecipare ad un corso di degustazione “serio”, ma per il momento mi accontento di quello che ho imparato “sul campo”, da autodidatta prima e aggiungendo poi i suggerimenti degli addetti ai lavori… mettendo insieme tutto come un puzzle. In fin dei conti più o meno facciamo così tutti, no ? Se avete aggiunte o suggerimenti non esitate a dirmi la vostra! Anche stavolta è stato meglio dividere l’argomento in due parti, portate pazienza

Ancor prima di cominciare, vi spiego quali sono i “paletti” che io ho imparato nel tempo e a cui cerco di attenermi sempre. Credo che questi suggerimenti aiutino ad entrare nello spirito giusto e a vedere le cose nel modo corretto quando stiamo per assaggiare qualcosa di nuovo… birra compresa
Cominciamo:
Prima di tutto:
Se non avete voglia di bere, non bevete
È inutile e controproducente aprire e bersi una birra quando non si ha voglia di consumarla. Primo perchè probabilmente non saremo dello spirito giusto per fare attenzione ai dettagli, secondo perchè potremmo farci una idea “sbrigativa” della birra proprio perchè vogliamo velocemente passare a fare altro. Senza contare poi le volte in cui non si ha voglia di una birra perchè non ci si sente molto bene. Non c’è bisogno di me o nessuna altra nonnina virtuale per ricordarvelo. Febbre, influenza, altri malori vari o stati di salute alterati non vanno daccordo con gli alcolici. Evitate. Davvero.
Se davvero volete capire una birra, non sottovalutate niente
Soprattutto le prime volte, come mi è capitato spesso, è facile sorvolare su alcune caratteristiche perchè si danno per scontate. Mi spiego: tra i tanti gusti, profumi e particolarità di una birra alcuni tratti macroscopici vengono considerati “intriseci” di qualsiasi birra. Anche un aspetto “banale” come può essere la gasatura ( carbonazione ) può essere discriminante. È gasata? Molto, poco? Sentite un certo saporino che vi ricorda quell’altra birra che avete assaggiato qualche tempo fa? Scrivetelo. State assaggiando una birra per la seconda volta ma vi sembra diversa ? In cosa ? Cosa è cambiato ? Insomma con il tempo e il numero di birre assaggiate troverete i fili conduttori e capirete il perchè di certi tratti distintivi. Ogni dettaglio è importante, soprattutto quando non capite il perchè.
Mettetelo su carta
No, le vostre memorie da birrofilo probabilmente non se le filerà nessuno su eBay, quindi non acquisteranno valore nel tempo
Però è importantissimo l’atto di dare un nome a quello che vedete e sentite ( con naso e bocca ). Estremizzando, potreste anche buttare il foglio dopo aver finito la birra, l’importante è aver tradotto in parole quello che naso, bocca, palato e tutto il resto vi comunicano come “sensazioni”. Poi, personalmente, vi suggerirei di conservare invece le note che scrivete. Potrebbe essere interessante controllare dopo qualche mese come sono cambiate le vostre capacità di individuare profumi particolari o riconoscere l’influenza del lievito piuttosto che del luppolo. O anche, paragonare il vostro parere su una certa birra oggi con quella, chessò, di un anno fa. Se siete alle prime armi provate con qualche grande nome.. una birra importante che però potrete ritrovare facilmente in futuro. Chimay tappo blu e Duvel potrebbero essere due ottimi e facili esempi
Non esiste una risposta esatta, ma danne una
Ossia: ognuno di noi sente i sapori in maniera diversa e sopratutto associa quelle simpatiche molecoline volatili a gusti già conosciuti secondo le proprie esperienze. Può darsi che io non riconosca l’anice stellato. Non l’ho mai mangiato e non so neanche come è fatto. Questo non mi impedisce però di dire la mia. Anzi, proprio perchè tu potresti riconoscere aromi diversi da quelli che sento io, non aver paura di “spararla”. Anche se ti sembra improbabile che ci sia della mela verde o del pomodoro in quel bicchiere, tu prendilo in considerazione e segnalo, o dillo, o scrivilo ( a seconda delle circostanze della degustazione
)
Bicchiere sano in ambiente sano
Il contenitore che usi per bere la birra e l’ambiente in cui la stai bevendo non dovrebbero influenzare i tuoi sensi. Sembra banale, lo so ma a volte per abitudine non ci si fa caso. “D’altra parte è pur sempre casa mial, no?”. Si, però se apri la finestra è meglio. Anche a gennaio. Soffri il freddo per un attimo, piuttosto, ma fai cambiare l’aria a quella cucina che sa ancora di cipolle e pesce fritto. Va beh, a parte gli scherzi odori di cucina, fumo, deodoranti forti o qualsiasi altra interferenza renderà molto più difficile per te riconoscere quello che stai bevendo. Allo stesso modo, il bicchiere deve essere pulito e esente da tracce di detersivi profumati. Personalmente prima di versare la birra lo risciacquo con dell’acqua fresca, per raffreddarlo e bagnarlo ( meno attrito nel versare la birra ) e perchè no, una sorsata d’acqua prima di partire può aiutare a “resettare” la bocca.
E poi, importantissimo :
La birra è tua, hai il diritto di farle i raggi X
So che fa un po’ ridere pensare ad un atteggiamento tanto critico nei confronti di una birra. Quando si parla di “degustazione” spesso viene in mente il mondo del vino, in cui alcuni personaggi hanno un atteggiamento un po’ troppo coreografico mentre fanno roteare il loro calice, prima di entrare in una decorativa sequenza di gestualità e quelle che sembrano serissime boccacce. Ciò non toglie che avendo (presumibilmente) pagato per quello che abbiamo nel bicchiere, non cè motivo di “vergognarsi” a dire quello che si pensa, quale gusto ci sembra di trovare e se ci ricorda questo o quel profumo. Appunto, sforzarsi per trovare somiglianze improbabili può essere pretenzioso, ma limitarsi a trangugiare i liquidi a galloni mi sembra altrettanto senza senso.
Ecco, ora siete pronti per guardare con occhio critico la prossima pinta ?
Come avete visto, queste sono indicazioni di massima che riguardano più la “preparazione” di una degustazione, o almeno qualche dritta per chi vuole cominciare a descrivere meglio quello che beve ( o almeno un po’ più dettagliatamente di “buono,dolce,profumato” ). Non c’è nessun segreto o effetto speciale, basta darsi il tempo di imparare e non vergognarsi di essere capaci di riconoscere un sapore.
A breve la seconda parte, con il bicchiere in mano



[...] vi ho dato la mia personale visione di come bisognerebbe prepararsi a degustare una birra, magari per la prima volta. Ora passiamo all’assaggio vero e proprio, con il bicchiere in [...]
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