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Assaggi: Birre stregate e tostate beverine

7 giugno 2010 Un Commento

Due generi completamente diversi: Schwarzbier e Strong Ale. Non saranno tra le irrinunciabili dei rispettivi stili ma si fanno apprezzare. Dai, non ci credo che bevete sempre il top del top. E comunque se una birra piace, ha tutto il diritto di essere bevuta :)

Judas

Avevo già bevuto questa birra in passato, ma non me la ricordavo affatto. Deve essere stata una delle prime belghe incontrate all’inizio di questo malsano hobby, mi ricordavo l’etichetta. Probabilmente l’ho bevuta tra una Kwak e una Affligem, chi può dirlo. Comunque sia.. ho provato a riprenderla, per farmi una idea di questa “wicked beer” ( come le chiamava MJ ) oggi prodotta dal gruppo industriale Alken-Maes. Si, anche in Belgio si producono birre industriali. Stupore e disgusto sulle facce di molti. Sù, fatevi coraggio, passerà anche questo shock. Ma torniamo alla birra: come sarà questa strong ale da 8,5%ABV prodotta da un “birrificio cattivo” ? Dorata e limpida vola nel bicchiere producendo una schiuma compatta e persistente. Profuma di lievito, limone, zucchero candito e assaggiandola l’alcol è ben nascosto. L’attenzione va piuttosto sulle note mielate del malto e ancora qualche dolce ricordo agrumato. Buona? No Buona? Dipende dai gusti direi. Se vi piace il genere, sicuramente è una buona birra da sorseggiare con calma. Ad occhio e croce se non fosse per la notevole limpidezza traditrice della filtrazione potrebbe passare anche per una proposta invernale di un birrificio artigianale. Ah, dimenticavo: consigliatela a chi “la birra non mi piace perchè è amara”. Di questa proprio non potrebbe dirlo ;)

Schwaben Brau Das Schwarze

Non sono diffusissime, ma queste tostate lager scure sono sempre una piacevole conferma. Non che siano tutte uguali, eh. Solo che è uno di quegli stile che mi piace ripassare di tanto in tanto. Anche questa “Das Schwarze” evapora magicamente troppo alla svelta. Di un colore marrone scurissimo con riflessi rossastri, si presenta con una bella schiumona compatta ( mi ha ricordato la Schlenkerla.. ). Al naso, ovviamente, tanto tostato e anche un leggero affumicato, che direi non guasta affatto. Bevendola si confermano un po’ le caratteristichce che ci si aspetta: caffettosa, beverina.. a cui aggiunge una carbonazione non eccessiva e un finale secco. Di quelli che “spero non sia l’ultimo sorso”. Inoltre riabilita un po’ il nome del birrificio, dopo un assaggio di una “Das Weizen” molto meno felice. Insomma, c’è poco da dire, le schwarzbier mi piacciono tanto, soprattutto come “session beer”. Birre facili da bere a pinte chiacchierando con gli amici. Tra queste e le dry Stout è una bella lotta…

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