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Social Attitude, Right Network

21 giugno 2010 14 Commenti

Non saprei da dove cominciare. Davvero. Ma ci proverò comunque,vediamo se riesco a rendere l’idea della giornata. Quale giornata ? Sabato 19 giugno, inaugurazione del Birrificio Ticinese a Stabio, Ticino, Svizzera. Sotto la pioggia. Per quanto mi riguarda, due sono stati i punti focali dell’evento: Il birrificio che ultimamente ha fatto tanto parlare di sè e l’interazione tra appassionati.

L’idea che mi ero fatto era molto semplice. Arrivi, fai una visitina all’impianto di produzione, assaggi le birre con calma, ascolti i veterani del campo su argomenti interessanti, ceni con carne alla griglia. Ah, e poi c’era della buona musica dal vivo. Quando sei stanco te ne vai. Facile no ?

Ordine e chiarezza, please

Io e l’amico Ste siamo arrivati colpevolmente in anticipo, così abbiamo potuto farci un film su come il brutto tempo avrebbe impedito alla festa di avere l’ampio respiro che ci si aspettava, di acqua ne vieniva giù parecchia. Dopo questa pausa riflessiva per ambientarci e riprendere aria dopo il viaggetto chiediamo informazioni per la visita del birrificio in programma. Non è che abbiamo sbagliato lato e dobbiamo andare nell’altro edificio? Fortunatamente incrociamo Matte che ci accompagna al portone giusto. Ecco, i soliti rimbambiti.

E qui comincia il vero condimento della giornata. In attesa dell’inizio della visita riconosco qualche voce nota. Rapida valutazione dei presenti e facciamo centro: in un colpo solo troviamo Antonio e Fabio insieme a Tony. Dopo mesi di letture incrociate, commenti, scambi di opinioni attraverso una tastiera ci si incontra. Ottimo. Con qualche singhiozzo iniziale il tour comincia con la spiegazione delle caratteristiche principali della azienda, le etichette prodotte, il confezionamento. Si assaggia la prima birra: La Seson. Il nome parla da solo, lo stile di ispirazione è quello estivo belga. Sicuramente fresca, sicuramente beverina, quello che colpisce di più me e il socio è l’aroma che ricorda molto un altro stile: quello delle Blanche (per le scorze di chinotto e le spezie). Ma alla fine chissene degli stili, è buona.

Arriva Marcos (al secolo Lorenzo Bottoni), che illustra a tutti i presenti le idee di fondo del loro lavoro, idee molto chiare: cosa è la birra artiganale ( e perchè bisogna stare attenti a chiamarla così ), come si fa (brevemente) e come è nato il birrificio. A quel punto è emerso un altro punto importante dello spirito del Birrificio Ticinese, un argomento che tante volta rimane un po’ nell’ombra parlando di birrifici artigianali. E cioè la realistica constatazione che per poter andare incontro a chi beve in fatto di prezzi sia necessario fare volumi. E dedicare tutto lo spazio disponibile alla produzione. Il problema secondo Marcos sono i costi fissi, non tanto i costi di produzione della bevanda in se stessa. Inoltre sono convinti che l’utilizzo del vetro sia uno spreco di peso, costi di trasporto e conseguente inquinamento. Infatti hanno deciso di distribuire in lattina una delle loro linee di prodotti, risultando la prima artigianale “italiana” in lattina. Il ragionamento fila. E la loro linea Bad Attitude esce a 1,92€ l’una in mano al consumatore, che fanno poco meno di 6€/l. Ai posteri l’ardua sentenza (ma manco tanto ardua).

Per concretizzare, si assaggia la Bad Attitude Two Penny, corposa porter bella tostata (verso il cioccolato per me, verso il caffè secondo Ste ). Scoprirò poi, che sotto la schiuma persistente a me è sembrata un po’ meno amara che agli altri, a dimostrazione che i palati sono tutti differenti.

Parte poi la visita vera e propria dell’area di produzione, in cui sempre Marcos spiega per bene a cosa servono tutti quei tubi, quei contenitori, quei bollitori. Chi non avesse mai fatto birra o visto un birrificio e avesse avuto dubbi all’ingresso, alla fine di sicuro ha portato a casa un bel bagaglio di nozioni. Spiegazione completa, dettagliata e precisa, senza paroloni inutili. Lo sapevate che tengono i loro lieviti in una zimoteca? E che producono anche una birra con il metodo Soleras? Beh, adesso si :) Stefano si dichiara sotto ipnosi. Alla fine della spiegazione un paio di domande degli astanti e poi rotta verso la zona-festa. Ma prima, ecco materializzarsi altri due piacevolissimi incontri: Davide e Antonella . Due rapidi conti: noi che “ci conosciamo per nick” siamo in sette, mica male. L’ultimo assaggio fra le mura del birrificio offre l’occasione di fare due chiacchiere sui massimi sistemi tra “gente del web”, birrofili che dicono la loro attraverso uno strumento omnidirezionale. Con una Nua Barric in mano quindi, Davide ci spiega della sua passione per le acide (infatti apprezza molto la sour ale invecchiata in barriques che sta bevendo) e dei suoi recenti acquisti birrari.

Si ma il Busillibus?

Tornati all’aria aperta ci accaparriamo un tavolo di fronte al vecchio double decker inglese, in arte Busillibus, appunto. Pub al piano di sotto, “sala riunioni” al piano di sopra. Tra una chiacchiera e l’altra proseguiamo con gli assaggi. Con un bicchiere in una mano e una fetta di salame nell’altra beviamo finalmente la Bootlegger e la Hobo, le due birre della linea Bad Attitude che si era già sentito nominare anche prima dell’inaugurazione. Due birre secondo me gradevoli, dissetanti, beverine, caratterizzate da luppoli molto aromatici. Leggermente più forte e americana la prima ( floreale e agrumato di Cascade e Amarillo ), più secca ed esotica la seconda ( Nelson Sauvin ). Un po’ più corposa la prima e un amaro un po’ più assertivo nella seconda. Per la serata, Ste ha adottato la prima, io la seconda. Rimaneva da assaggiare la Chiostro, che anche se è inutile parlare di vincoli stilistici, mi ha ricordato un po’ le tripel belghe con un naso luppolato e finale amaro presente ma non molto lungo. Scopro poi che nella ricetta è presente anche l’arthemisia absinthium. Al chè si entra in un campo che non mi compete più molto :P

Ho nominato il secondo piano del bus. È qui che si è svolto un interessante incontro sull’argomento Birra e Comunicazione. I padroni di casa sicuramente ne sanno qualcosa, di comunicazione. Ma è anche bello che decidano di mettersi in gioco insieme a chi sta dall’altra parte del bancone. L’elenco dei partecipanti è stato un po’ modificato causa circostanze e alla fine la lista comprendeva Davide, Paolo, Laurent, Agostino, Maurizio oltre a noi sette “della rete”. Quella che all’inizio pensavo sarebbe stata una discussione a cui assistere si è poi rivelata una lunga chiacchierata comune tra produttori, consumatori, professionisti e appassionati più o meno navigati. Il punto centrale era il problema di come far percepire la birra artigianale a chi deve berla. Ovviamente l’attenzione era puntata sui cosiddetti nuovi media ( in particolare nella forma dei blog ). Come potete immaginare l’argomento è molto vasto e soprattutto ci sono mille sfaccettature che meriterebbo di essere approfondite. Inevitabilmente quando si parla di un mercato nuovo che si spera di veder sbocciare in pieno gli aspetti del problema sono tantissimi e soprattutto strettamente correlati, quindi non è stato possibile sviscerare per bene il problema nè tracciare delle linee guida. Per un semplice bevitore come me, è stata una occasione per dare una breve sbirciata su numeri, dinamiche e scelte dei produttori che altrimenti non avrei avuto modo di conoscere, un modo per capire un po’ di più il lavoro dietro a quello che bevo. Che dire, la birra artigianale in Italia si rivela sempre più una cosa parecchio complessa :\ Comunque sia complimenti per l’idea, e personalmente ringrazio per la possibilità di partecipare. Speriamo ci siano altre occasioni per discutere l’argomento ;)

Questo sarebbe il resoconto da cronista della giornata, un po’ spoglio forse, ma proprio perchè non volevo mischiare i fatti con l’atmosfera. L’ambiente appunto, è stata una piacevolissima sorpresa. I ragazzi del birrificio sono stati molto disponibili con tutti, la visita istruttiva e l’incontro “ai piani alti” didattico. Senza contare l’immenso valore aggiunto di poter parlare a quattrocchi con chi davvero produce quello che bevi, chi continua ad impegnarsi perchè una tua passione si diffonda e alcuni dei (per ora) pochi che condividono con te una passione che spinge a tenere un blog. Rendendosi conto che volenti o nolenti, costituiscono una delle principali fonti di informazioni per chi si avvicina a questo mondo. La tastiera come sempre si rivela uno strumento velocissimo ma incompleto per poter trasmettere davvero le idee, i pensieri, ma due parole e una stretta di mano mettono subito tutto in chiaro e si capisce di essere comunque sulla stessa lunghezza d’onda ;)

Una nota negativa c’è. Si Lorenzo, un appunto mi tocca proprio farvelo. A mio personalissimo parere, alle spine le birre erano proprio freddine… Capisco la praticità e difficoltà tecniche varie.. però è stato un peccato :\ Lo so, “che rottura” dirai. Sarà una preferenza personale ma mi sarebbe piaciuto berle a qualche grado un più. Ammetto di essere stato molto più impegnato in chiacchiere, ma vorrà dire che mi toccherà il “sacrificio” di riassaggiarle in altre circostanze per farmi una idea più precisa :D

PS: come già capitato in precedenza, una medaglia al valore va a Ste a cui è toccato di farsi rintronare da questi discorsi da “malati” durante tutta la giornata, per di più cercando di spostarsi in stampelle sul campo bagnato dalla pioggia. E sulle scale a chiocciola del bus. E tra le pozzanghere. Quanta fatica per coltivare i propri interessi :P

Altri pareri sulla giornata: quelli di Davide, Antonio, Tony ;)

[Altre foto dell'evento, tra cui un paio incluse qui sopra le trovate sul set di Antonio]

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14 Comments »

  • Tweets that mention Social Attitude, Right Network | Birrophilia -- Topsy.com said:

    [...] This post was mentioned on Twitter by Birra Artigianale, Luca. Luca said: Per chi non era in Svizzera sabato… Social Attitude, Right Network http://bit.ly/czpXIX . Su un bus londinese a parlare di comunicazione [...]

  • Camo said:

    C’ero anche io a Stabio…ci sono arrivato verso le 20 per assaggiare le birre. Ho visto che ai piani alti si discuteva, e ho notato un ragazzo con le stampelle….
    Davvero peccato per il tempo e il freddo che mi ha impedito di passare la serata intera lì…giustamente le donzelle erano infreddolite eheh…
    COncordo sulla temperatura delle spine un pò freddina (e con la temperatura ambientale così bassa si notava ancor di +!!)
    Mi è piaciuta molto la Hobo, in cui si sentivano molto i luppoli americani, la Two Penny l’ho definita anche io tendente al cioccolato, la bootlegger non l’ho assaggiata a dovere, mentre la Chiostro era secondo me molto in stile belga se non mi sbaglio…
    Serata comunque piacevole!!!

  • Luca (author) said:

    Vero, se anche non fossi stato impegnato a seguire il resto la giornata è andata molto bene.. e se non fosse stato per il tempo sarebbe stato ancora meglio!

  • BirraZen said:

    Grazie per aver condiviso!

  • Luca (author) said:

    Figurati! Peccato non aver incontrato anche te ( e Beppe e tanti altri… ) Speriamo in una prossima volta! :)

  • Voppe said:

    La prossima volta vengo con un cartello in testa così ci riconosciamo.
    Io sono stat dalle 17 alle 19 circa…
    Mi sono divertito e sarei rimasto lì tutta notte :-) ))

  • Luca (author) said:

    In quel lasso di tempo penso che fossimo tutti sotto il tendone. O forse all’inizio eravamo ancora in produzione. Comunque si, il maltempo purtroppo ha spento molto le possibilità ma è stata una bella giornata. Immagino che valga lo stesso per domenica :)

  • aiZerCast said:

    Ciao Luca,
    è stato un vero piacere conoscerti di persona. Speriamo di incontrarci presto in un altro evento, magari a luglio al Baladin, e magari di organizzare un bel BeerCamp :-) A breve sarà on-line anche il nostro report. Ciaooo

  • Bertinotti said:

    la Bootlegger e la Hobo
    Leggermente più forte la prima, più secca ed esotica la seconda. Un po’ più corposa la prima e un amaro un po’ più assertivo nella seconda.

    hai sicuramente scambiato i bicchieri….

  • Emanu said:

    Peccato proprio non esserci stato, mi sarebbe piaciuto molto assistere alla discussione.
    Ma Roma è abbastanza lontana dal confine svizzero.

  • Luca (author) said:

    @Aizercast: Concordo, ricambio e quoto tutto ;)

    @Bertinotti: mmmh ripensandoci no, credo di confermare la mia umile opinione :) Per curiosità, gli amanti dei numeri possono dare una occhiata rispettivamente anche qui e qua . Nel dubbio comunque un altro giro di verifica lo farò volentieri ;)
    Peccato non aver potuto proseguire la discussione, c’è stata una mezza diaspora. Spero comunque di poter fare due chiacchiere con calma in una prossima occasione :)

    @Emanu: Peccato davvero! Ci vorrebbe un evento a metà strada tra Roma e Milano. Così potremmo fare un brindisi anche con te ;)

  • Report giornata di inaugurazione del birrificio Ticinese (Bad Attitude Craft Beer) « Aizercast said:

    [...] posso tranquillamente chiamarli così) che raccontano dal loro punto di vista questa giornata. Social Attitude, Richt Notwork di Birrophilia; Birrificio Ticinese 2010 il mio report di Tony Manzi; Io, la birra artigianale e la [...]

  • Tony said:

    Ottima occasione per bere buone birre e conoscere tanta gente. Un’ottima occasione -come hai sottolineato tu- anche per conoscersi di persona, dopo tanta navigazione in rete. Beer-camp…..Beer-camp…(mumble…mumble…) buona idea, teniamoci in contatto!! :-) )

    ciao
    Tony

  • 2011: Miriamo in alto | Birrophilia said:

    [...] the magic happens: L’anno scorso ho potuto partecipare all’inaugurazione di due [1,2] nuovi birrifici, più qualche rapida visita ad altri già avviati. Sembrerà banale, lo so, ma [...]

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